Un giovane ingegnere di San Nicolò al Papa: «Ero disoccupato ma ho rifiutato un lavoro per non costruire armi»

Il racconto in sala Paolo Vi, all'incontro dei giovani, colpisce il Santo Padre e i vescovi del Sinodo: «Oggi progetto motori per aerei civili e credo sempre in un mondo non violento»
07 ottobre 2018

TERAMO - Si può rfiutare un lavoro a posto fisso, con un ottimo stipendio, perche quel lavoro non coincide con il tuo valore morale, il credo che porti dentro? Federico Di Iorio lo ha fatto e lo ha raccontato con tutta l'emozione che si può provare dinanzi a Papa Francesco, ai vescovi del Sinodo e all'intera Sala Paolo Vi del Vaticano. Ha strappato un lungo applauso, Federico, ingegnere aeropsaziale di San Nicolò, che assieme a tanti altri giovani come lui ha portato la sua esperienza di vita. Che lo ha portato a dire no, lui neolaureato e in cerca di occupazione, all'offerta di lavoro di un importante consorzio aerospaziale europeo impegnato nella costruzione di armamenti missilistici per la difesa, perchè la mission aziendale non coincideva con il suo credo. 

«Mentre vivevo questa situazione molto tribolata alla ricerca di un lavoro ed ero sinceramente amareggiato di non trovarlo più - ha raccontato Francesco -, è arrivata insapettata questa proposta di colloquio da questa grande azienda. Non ero molto sereno, nascevano dentro di me i dubbi sulla natura e gli obiettivi di questa azienda. L'idea di contribuire alla fabbricazione di missili non rispecchiava affatto i miei valori e ciò in cui credevo e credo. Ma al tempo stesso ero molto incuriosito ed allettato dall'idea di fare una prima esperienza di colloquio, poi in un'azienda così grande. Accettai, mi presentai al colloquio, e riuscii a farmi valere tra diversi candidati tanto che doo alcune settimane fui richiamato dall'azienda che mi comunicò l'esito positivo. A quel punto ero proprio davanti a un bivio: da una parte un contratto a tempo indeterminato, sicuramente un ottimo stipendio e la possibilità di far carriera; dall'altra rimaneva quello in cui credevo io, cioè l'idea di essere un uomo che s'impegna nella costruzione di una società non violenta. Grazie alla mia famiglia, alla mia ragazza, ai miei amici che hanno condiviso la mia scelta sono riuscito ad ascoltare dentro di me quella voce che sempre più mi ha spinto, poi, a rifiutare».
L'ingegnere aeropsaziale teramano ha avuto ragione, alla lunga. La sua decisione nel «non compromettere la mia persona per un semplice lavoro», è stata ripagata. Non è rimasto senza lavoro e la sua determinazione, oltre che la capacità professionale, sono state valorizzate poco dopo: «Non è stato facile, bisogna ammetterlo, non avevo altre ossibilità o opzioni. Ma non si sono fatto abbattere e ho continuato la ricerca e oggi sono felicemente soddisfatto per il lavoro che svolgo nella costruzione di motori per aerei in ambito civile...».

A poche ore da questa toccante testimonianza, è stato l'assessore comunale Antonio Filipponi, con un post personale su Facebook, a commentare quanto vissuto dall'ingegnere Di Iorio, sannicolese come lui: «La pace si costruisce da scelte come questa, ma anche nelle piccole cose di ogni giorno. Adesso Federico costruisce motori per aerei civili e noi lo ringraziamo perchè è un esempio e un orgoglio per la nostra comunità! Grazie!!».

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