Un secondo sfregio per il leone di Crocetti: subito volontari, ma quanto è facile entrare alla Villa FOTO

Scritte anche sul dorso della scultura. L'assessore pulisce ma dentro il parco succede di tutto: anche una donna in auto che fa manovra
10 ottobre 2018

TERAMO - Il leone di Venanzo Crocetti sul cippo commemorativo dell’eroe della Resistenza Mario Capuani, alla Villa Comunale Bandini, è stato violato due volte. Alla scoperta dello sfregio sulla testa della scultura bronzea del 1953, ne è seguita un’altra, ieri mattina, sul dorso dello stesso animale. Più esteso, lo sfregio è composto da due parole, un nome di donna e diverse linee, anche queste tracciate con un temperino che hanno inciso la materia. L’insulto al monumento dedicato alla medaglia d’oro al valor civile ha riproposto l’urgenza di una costante sorveglianza del bene pubblico, ma ha pure messo a nudo alcuni altri punti deboli del parco cittadino, che il recente restyling aveva illuso di aver superato.
LEONE SFREGIO BIS. Il secondo sfregio il leone di Crocetti, che proprio ieri il presidente del consiglio Alberto Melarangelo ricordava essere stato rimesso a nuovo in occasione della visita del presidente Ciampi, è stato scoperto ieri mattina nel corso del sopralluogo dell’assessore Valdo Di Bonaventura, che si è speso in prima persona nella parziale, recente, ristrutturazione della Villa Comunale. Armato di guanti tecnici, l’assessore che quotidianamente passa due o tre volte nel parco cittadino per verificare eventuali necessità, si è accorto delle scritte incise sul dorso della scultura mentre si preoccupava di pulire la base del monumento dal fogliame e addirittura da alcuni piccoli funghi accumulati sopra. E’ difficile stabilire quale possa essere adesso lo strumento più idoneo per riparare il danno arrecato al monumento, Sta di fatto che c’è bisogno di un intervento risolutivo per garantire sicurezza al luogo e prevenzione di questi atti vandalici.
PIANTE-MURALES. Perchè alla Villa il concetto di civiltà per molti è molto aleatorio. Il rispetto delle preziosità ospitate nel Parco, siano esse monumenti, cippi commemorativi, lapidi, ponticelli o piante, va a farsi benedire anche se periodicamente gli amministratori provano a rimettere a posto un pò di tutto. Prendete i tronchi degli alberi: vengono scambiati per… lavagne, per lasciarvi frasi amorose, motti, frasi celebri e altre banalità varie. Classiche bravate delle quali però la comunità ha la scatole piene. Anche il corrimano dello storico ponticello che divide i due specchi d’acqua è stato utilizzato per scriverci una frase chilometrica con vernice bianca. Per non parlare di come torni utile qualsiasi appoggio, che sia un reperto a terra o il muro della vecchia ‘casetta della tigre’ o anche i giochi per i bambini. per vergare un ricordo, una frase, una qualsivoglia idiozia.
INVERSIONE IN AUTO. Che la Villa sia violabile in qualsiasi ora è purtroppo noto. C’è addirittura chi, come una signora imbranata al volante, qualche giorno fa ha imboccato con la macchina l’ingresso ovest di viale Bovio, per fare manovra e una inversione di marcia e riprendere il viale in senso contrario. Chissà cosa gli avrà detto la testa in quel momento…
TROPPI ‘BUCHI’. C’è chi aveva proposto anche l’abbattimento dei muretti di recinzione e renderla aperta come i più grandi e famosi parchi cittadini al mondo. Ma Teramo non è culturalmente pronta per questo genere di cose, e gli sfregi recenti ne sono dimostrazione. D’altronde non servirebbe perchè la villa anche adesso è accessibile pure quando vengono chiusi i cancelli, al tramonto. La recinzione confinante con la scuola media Zippilli è tutta un buco, non fissata all’estremità bassa e facilmente superabile, a costituire passaggio per i male intenzionati sia verso la scuola (come successo di recente per un cospicuo furto nelle aule) che verso il parco.
SOLUZIONI. Mentre pulisce armato dei guanti verdi e raccoglie cartacce e rifiuti sparsi tra le aiuole, l’assessore Di Bonaventura ragiona sulle soluzioni, geloso com’è comprensibile del destino di un parco che dal ritorno dei cigni e dalla bonifica del laghetto, non ha riguadagnato soltanto lo zampillìo dell’acqua ma anche la frequentazione di nonni, genitori, bambini che davvero scalda il cuore in questo inizio di autunno. «Per questo dobbiamo sforzarci di trovare una soluzione - dice -, Le forze dell’ordine stanno facendo maggiori passaggi in zona, c’è un controllo più serrato, ma serve una custodia costante. Installare le telecamere di video sorveglianza impone ferree regole del rispetto della privacy che allungano la procedura. Il baratto amministrativo è complesso e comunque la Villa non può aspettarne i tempi burocratici».
MIGRANTI E DETENUTI. Dunque il volontariato fine a se stesso sembra la carta più concreta che il Comune può giocarsi. «Ritengo che dobbiamo concentrare i nostri sforzi nell’istituzione di un apposito albo, dove chiunque voglia dare una mano per la difesa e la cura dei beni pubblici possa iscriversi per dare la propria disponibilità». Ma Di Bonaventura spiega come sia anche in dirittura di arrivo una convenzione che attraverso la Caritas possa rendere fattibile il ricorso ai migranti richiedenti asilo per lavori di pulizia e decoro urbano, compresa la custodia. «Potrebbero rendersi utili per la comunità e per se stessi, impiegandosi nei più diversi lavori. Ma c’è anche la possibilità - ha aggiunto Valdo Di Bonaventura - di utilizzare i detenuti: su questo aspetto stiamo ragionando fattivamente».
LIBRERIA E ALTRE PIANTE. Anche perchè l’amministrazione comunale sta portando avanti il completamento dell’arreso del parco cittadino. E’ in fase di rifinitura la libreria in ferro a marmo che sarà posizionata a ridosso della casetta della tigre: realizzata e donata dalla ditta Nori Serramenti, avrà valore di arredamento ma soprattutto metterà a disposizione dei frequentatori della Villa Comunale libri da leggere durante la permanenza nel parco. Non solo. E’ prossima anche l’installazione di un nuovo parco giochi nella stessa location. Infine, il Comune ha ricevuto la proposta di una associazione no-profit per allestire un piccolo orto con piante officinali, sul lato del boschetto di via Nicola Dati. Un patrimonio così ricco e rinnovato merita una cura e una difesa quotidiana non più rinviabili.

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