Università Roma Tre dedica il Dottorato di ricerca alla memoria di Maria Scacchioli

La ricercatrice teramana, figlia del pluricampione del mondo di bocce Renato, scomparsa a 33 anni nel settembre scorso
08 giugno 2019

TERAMO - Niente potrà colmare la sua assenza, ma l’intima e commossa partecipazione di accademici e colleghi al ricordo di una giovane donna dal carattere solare e determinato, e quel dottorato di ricerca alla memoria in Scienze politiche hanno riempito per un giorno il vuoto nel cuore di Luana e Renato: è stato così che l’Università degli studi Roma Tre ha voluto onorare Maria Scacchioli, la ricercatrice teramana, venuta a mancare lo scorso settembre a soli 33 anni. E’ stato il rettore Luca Pietromarchi, assieme al tutor e coordinatore del corso di ricerca quando Maria lo frequentava, il professor Leopoldo Nuti, a consegnare ai genitori la pergamena del dottorato in studi europei e internazionali. Un doveroso omaggio a questa giovane teramana che nonostante la sua aggressiva malattia, aveva voluto comunque proseguire il corso di ricerca, dopo aver conseguito la laurea triennale in Storia dell’Oriente e del Mediterraneo nel 2008 e quella magistrale in Storia e Società. Nella parole del padre Renato Scacchioli, pluricampione mondiale di bocce, tutto l’orgoglio per il riconoscimento universitario che ha celebrato “l’esempio di una ragazza che nonostante le sue difficoltà, dovute alle terapie, aveva preso talmente a cuore il suo impegno universitario con passione ed entuasiasmo”. E’ stato lo stesso rettore Pietromarchi a sottolineare come il dottorato di ricerca alla memoria è stato attribuito sulla base della qualità degli studi di Maria Scacchioli. Ne ha riconosciuto il livello professionale, di profonda conoscitrice dello scenario in cui si muoveva e studiava, quello del Medio Oriente e del conflitto israelo-palestinese in particolare, che poi è stato anche l’argomento del suo lavoro. “Lo dico da padre e so il valore parziale che questo può avere - dice Renato -, Maria era una ragazza che non ha mai voluto mollare la passione per lo studio, nonostante fosse molto difficile per lei conciliarla con i pesanti cicli di terapia. E poi abbiamo sempre apprezzato la sua straordinaria caratteristica di riuscire a stringere belle e sincere amicizie, in ogni ambiente che ha frequentato. Lei era il motore della famiglia e paradossalmente era lei che faceva coraggio a noi e ci invitava a non abbatterci”. E’ stata una giornata pesante ma ricca di soddisfazione per mamma e papà e per i fratelli Lorenzo e Fabio, per il marito Francesco. Una giornata in cui Maria è sembrata essere lì, accanto a loro, stretta nell’affetto dei suoi due mondi.

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