Vigilantes più veloci dei ladri, fallisce l'assalto al Bancomat del Gran Sasso FOTO VIDEO

Il colpo alle 3.30, la banda ha utilizzato un furgone per sfondare l'ingresso e un carrattrezzi per ostruire la strada
11 giugno 2017

TERAMO - Dopo un'astinenza di oltre un mese (l'ultimo colpo era stato messo a segno il 6 maggio a Garrufo di Sant'Omero), una banda torna ad assaltare un bancomat: stavolta è successo al Centro commerciale Gran Sasso a Piano d'Accio poco prima delle 3.30 della scorsa notte, ma il colpo al distributore automatico della Carichieti è fallito per il fulmineo arrivo del personale della Vigilantes che ha in gestione il servizio di sicurezza dell'ipermercato. Un carrattrezzi sistemato ad ostruire la carreggiata della strada che collega alla statale 80 Teramo-Giulianova è stata la 'civetta' che ha fatto saltare il piano. La guardia giurata che aveva fatto il giro di controllo al Gran Sasso poco prima delle 3, è rimasta in zona per altri servizi e quando è stata avvertita da un collega della presenza del mezzo di soccorso in quella posizione sulla strada, ha avuto il tempo di raggiungere il luogo della 'spaccata' in appena tre minuti da quando è scattato l'allarme.
Nell'azione la banda non ha utilizzato l'esplosivo ma ha agito esattamente come fecero il 5 dicembre del 2015: dopo aver sfondato con un Fiat Doblò uno degli ingressi posteriori del Centro commerciale ed essere entrati nel salone, hanno cominciato a colpire con il paraurti del mezzo il Bancomat della Carichieti che si è squarciato ma è rimasto lì, sfasciato ma con la cassa integra e soprattutto piena di soldi. I malviventi, forse a quattro a giudicare dalle immagini dell'impanto di videosorveglianza, hanno dovuto filare via quando il 'palo' ha avvertito dell'arrivo delle guardie giurate della Vigilantes Group e successivamente anche della Italpol (queste ultime controllano i Bancomat della banca). L'orologio segnava le 3.34 e tutt'attorno solo danni, come di consueto ingenti, ma bottino ancora lì sul posto. Dentro, il Doblò abbandonato (rubato nel Teramano) e a circa 500 metri, il carrattrezzi, anch'esso rubato, di traverso sotto al cavalcavia. 

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