Villa Pavone non vuol essere di serie B e scrive a sindaco e assessore: "Dove sono finite le promesse?"

Sotto accusa il trasporto pubblico inesistente e il sottopasso ciclopedonale. Una lettera del Gruppo promotore del Comitato di quartiere
24 settembre 2019

TERAMO - Le mancate promesse fatte dagli amministratori sul trasporto pubblico e sul sottopasso ciclopedonale a Villa Pavone sono criticità la cui denuncia puntuale anima la lettera che Massimiliano Simonella, per conto del Gruppo promotore Comitato di quartiere, invia al sindaco Gianguido D'Alberto e all'assessore al governo del territorio, Stefania Di Padova.
Simonella denuncia lo stato di disagio che i residenti devono affrontare in un "quartiere isolato, dove i nostri figli percorrono anche 2 chilomtri a piedi per arrivare alla prima fermata dell’autobus, dovendo attraversare un tratto trafficatissimo e pericolosissimo di strada Statale?", riferendosi all'unica possibilità di attraversamento, quella del passaggio a livello davanti alla Chiesa di Cartecchio.

"Dove sono finite le promesse e le rassicurazioni che l’autobus sarebbe passato e il sottopasso aperto? Vi invitiamo vivamente a venire una mattina da noi e a percorrere insieme la strada necessaria ad uno studente o ad una persona anziana, per arrivare alla fermata. E attraversare la Statale illesi. Dov’è il senso del “Comune” se non si pensa a tutti i suoi abitanti? - scrive ancora Simonella -. L’etimologia della parola, ci ricorda che 'Comune' implica 'l’unione ad altri con l’obbligo in ciascuno di qualche prestazione ma col diritto di ricevere qualche beneficio'. I cittadini di Villa Pavone partecipano alla vita del Comune come quelli di tutti gli altri quartieri, ma in cambio non ottengono gli stessi benefici. Solo dimenticanze".

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