ATR, aspettando cinque stipendi, si pensa alla proroga della cassa integrazione

Incontro sindacale in Regione per definire il percorso degli ammortizzatori sociali per i lavoratori di Colonnella
22 maggio 2020

COLONNELLA - Si è tenuto questa mattina a L’Aquila, nella sede del Consiglio regionale, alla presenza dei segretari provinciali di FIM CISL, Marco Boccanera, FIOM CGIL, Mirco D’Ignazio e UILM UIL, Angelo Gallotti, e della RSU, l’incontro per discutere delle complicata vertenza ATR di Colonnella.

 

I rappresentanti sindacali hanno illustrato al Presidente della Regione Abruzzo Marco Marsilio, presente unitamente agli Assessori Mauro Febbo e Piero Fioretti ed ai Consiglieri Marco Cipolletti, Emiliano Di Matteo e Dino Pepe, le preoccupazioni per il presente dei 150 lavoratori, che vantano ancora 5 stipendi arretrati, e per il futuro produttivo ed occupazionale dello storico sito industriale vibratiano.

 

La riunione è stata utile per tracciare un percorso condiviso con le Istituzioni Regionali per la prosecuzione della cassa integrazione, in scadenza il prossimo 6 giugno. In tal senso l’Assessore Fioretti si è impegnato a convocare già la prossima settimana un tavolo, così da evitare lungaggini burocratiche e consentire ai dipendenti di percepire un ammortizzatore sociale che li sostenga in questa fase difficile.

 

Il Presidente Marsilio ha garantito il suo impegno per un convocazione ed un confronto con tutti gli attori, tra cui i curatori fallimentari, che possano consentire di definire quali potranno essere gli scenari futuri dell’ATR e quali azioni mettere in campo per sostenerne il rilancio.

 

FIM, FIOM e UILM, hanno sottolineato la necessità che l’attuale proprietario Antonio Di Murro paghi gli stipendi arretrati chiedendo che si faccia di tutto affinché ciò avvenga prima possibile. La delegazione sindacale, poi, pur apprezzando la volontà di definire la prosecuzione della cassa integrazione, ha però ribadito che nessuno potrà sfuggire di fronte alla responsabilità politica di tutelare le risorse economiche e professionali che l’azienda, e con essa la provincia di Teramo, possiede.

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