Bcc di Castiglione: splendore e numeri nel compleanno dei nuovi padroni del credito abruzzese

Celebrati davanti a centinaia di soci la fusione con la Banca di Teramo e i 60 anni di vita, con estrazioni di auto, premi e 36 borse di studio
11 dicembre 2016

MONTESILVANO - E' stata celebrata all'insegna dello splendore la "festa del socio" della Banca di credito cooperativo di Castiglione Messer Raimondo e Pianella, padrona della piazza teramana del credito, dopo l'acquisizione della fu Banca di Teramo. La sala stracolma di gente del Palacongressi d’Abruzzo a Montesilvano ha vissuto le grandi kermesse che fino a un decennio fa caratterizzava anche le erate natalizie delle banche locali e che ormai sono solo un ricordo. Un evento che per la Bcc del presidente Alfredo Savini si ripete da 15 anni e che in questo 2016 ha coinciso con i 60 anni di vita dell'istituto e appunto la fusione della banca fondata da Antonio Tancredi.

Tra convivialità, pubbliche relazioni e spettacolo, i soci hanno assistito all'estrazione di una Fiat Panda, a una tombola con tanti premi e alla consegna di 36 borse di studio ad altrettanti ragazzi soci o figli di soci che hanno conseguito con brillanti risultati il diploma o la laurea. Il presidente e il componenti del Cda hanno voluto accompagnare questa serata con i numeri, per dimostrare che c'è solidità dietro questa serata di paillets.  

Il 2016 è stato un anno cruciale per la storia della BCC di Castiglione e Pianella. La fusione con Teramo ha dato vita a un'unica banca cooperativa con più di 35mila clienti e 145 dipendenti che oggi conta 5.002 soci. Una acquisizione che ha trasformato la BCC di Savini (che è presidente anche della Fedam e membro del consiglio nazionale di Federcasse) nella prima Banca di Credito Cooperativo d’Abruzzo sia per la raccolta diretta, superiore a 660 milioni, che per gli impieghi pari a 500 milioni. La rete è formata da 22 sportelli, in un territorio che abbraccia 62 comuni: 37 in provincia di Teramo, 21 in provincia di Pescara, 1 in provincia di Chieti e 3 in provincia di Ascoli Piceno. La nuova banca gestisce masse amministrate pari a quasi 2 miliardi di euro e ha un patrimonio di 65 milioni di euro, dei quali ben oltre 30 milioni di “patrimonio libero” e un indice di solidità patrimoniale (Total Capital Ratio) di circa il 18%, ampiamente al di sopra dei requisiti minimi regolamentari e della media sia del sistema bancario che del sistema del credito cooperativo. 

«Ringrazio tutti i soci della BCC per la lungimiranza dimostrata nell’approvare all’unanimità la fusione proprio nell’anno del 60esimo anniversario della nostra storia, – ha detto nel suo discorso ai soci il Presidente Alfredo Savini – un’operazione importante, di crescita e sviluppo. Con la fusione la banca ha conseguito una migliore efficienza operativa sfruttando pienamente il radicamento sul territorio. La fusione è stata possibile per vicinanza territoriale e per la nostra solidità, ma anche necessaria per la logica del mutualismo che muove il sistema delle BCC. La nostra è una banca che va in controtendenza e che grazie al capitale libero e alla copertura di rischio riesce a non cedere le sofferenze a società di cartolarizzazione (come da inviti rivolti al sistema bancario), cerchiamo invece di gestirle tutte. Questo significa garantire vicinanza al territorio, alle persone. Siamo una banca virtuosa, requisito necessario per mantenere maggiori spazi di autonomia come chiede l’autoriforma che porterà il Credito Cooperativo ad avere una capogruppo”.

Savini dopo aver ricordato le ragioni e le tappe della fusione, si è soffermato sui 60 anni di storia della BCC ricordando i padri fondatori di questa realtà: «La nostra banca – ha aggiunto il Presidente - ha una storia importante, figlia delle scelte e della lungimiranza dei 92 soci fondatori, che guidati dal maestro Angelo Pompei diedero vita a questa realtà 60 anni fa. A tutti loro, ma anche ai fondatori della BCC di Pianella e della Banca di Teramo, in particolare a Antonio Tancredi, va la nostra riconoscenza e gratitudine. La nostra crescita è data dalla lungimiranza di tutti gli amministratori del passato e del presente e dalle competenze dei dipendenti che hanno saputo creare immediatamente uno spirito di squadra con le professionalità acquisite e per questo li ringrazio. Non c’è un “noi” e un “loro”, ma siamo un’unica realtà. Questa cena è l’occasione per festeggiare questo ulteriore e importante tassello della nostra storia».

Tra i presenti alla cena il direttore della Banca d’Italia, Antonio Carrubba, il direttore della Federazione delle Banche di Credito Cooperativo dell'Abruzzo e del Molise, Ermanno Alfonsi, i sindaci dei comuni ove opera la BCC di Castiglione, i presidenti e i direttori delle altre BCC della regione, ma anche il Rettore dell’Università degli Studi di Teramo, Luciano D’Amico e vari esponenti politici come l’onorevole Paolo Tancredi, la Senatrice Federica Chiavaroli, il Presidente della Provincia di Pescara, Antonio Di Marco e della Provincia di Teramo, Domenico Di Sabatino, l’ex Presidente della Regione, Gianni Chiodi e il vice presidente del Consiglio Regionale, Paolo Gatti

 
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  • francesco
    Scritto il 12 dicembre 2016 alle ore 08:56:00
    Quanti politici teramani!! Anche loro hanno festeggiato? Se si,mi piacerebbe sapere COSA!!
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