Ecco 'Health In': Radiosanit porta nelle case e nelle aziende la 'sanità integrativa'

E' il primo progetto in Italia sulla programmazione sanitaria assicurativa, contro ritardi e liste di attesa: e per chi ricorre alla telemedicina previsti incentivi e spese ridotte
14 novembre 2017

ROSETO - Con l’obiettivo di garantire il “benessere sanitario” dell’individuo, Radiosanit in collaborazione con il broker assicurativo Rotas, lancia il progetto 'Health In': chiunque potrà richiedere una consulenza specializzata per intraprendere un programma sanitario integrativo, adeguato alle proprie reali necessità e, in caso di adesione, eseguire anche proprio presso la struttura Radiosanit di Roseto, molte delle prestazioni sanitarie garantite dal proprio piano assicurativo. che mette la persona al centro, offrendo servizi di consulenza in grado di sensibilizzare sulle carenze del sistema sanitario nazionale e di evidenziare i vantaggi di un possibile ricorso a forme di sanità integrativa.
Fiore all’occhiello del progetto 'Health In' è l’apertura verso la telemedicina: con strumenti accessibili a tutti in grado di offrire un’ampia gamma di servizi di assistenza sanitaria a distanza (telesoccorso, telecontrollo, teleassistenza domiciliare, teleconsulto specialistico e altro), la telemedicina riduce le necessità di spostamento dei pazienti, rappresentando così un aiuto fondamentale soprattutto per le popolazioni disagiate, non autosufficienti, che vivono in zone mal collegate e lontane da medici e ospedali. Consapevole delle potenzialità di questi nuovi servizi Radiosanit, da sempre in prima linea nell’innovazione in campo sanitario, ha studiato nell’ambito del progetto 'Health In' incentivi mirati per chi ricorre alla telemedicina e ha previsto anche spese assicurative ridotte per i pazienti più ‘virtuosi’.
'Health In' (iniziativa unica in Italia, con nome e progetto creati proprio da Radiosanit), che si rivolge sia ai privati che alle piccole e medie imprese locali, nasce da una attenta riflessione sull’attuale scenario italiano: infatti, a fronte di un servizio sanitario nazionale sempre più incapace di rispondere alle reali esigenze della popolazione, gravato com’è da lunghe liste d’attesa, carenze nei sistemi di accoglienza e di assistenza, costi e tempi elevati per le diagnosi, la sanità integrativa si sta affermando sempre di più come soluzione e risposta al forte bisogno di sicurezza per sé e per i propri cari avvertito da ampie fasce della popolazione. Tanto che le assicurazioni integrative di previdenza e assistenza incontrano un gradimento crescente anche nei sistemi di benefit aziendali.

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