Tercas e Caripe, restano ragguardevoli le sofferenze

Approvato il bilancio del gruppo Pop Bari: l'unico dato noto delle abruzzesi è relativo a 307 milioni di crediti deteriorati
28 marzo 2015

TERAMO - Chiude in utile il blancio 2014 della Banca Popolare di Bari, nell’anno in cui si è chiusa la maxi-operazione che ha portato il gruppo barese ad acquisire Tercas e Caripe. Il risultato netto della capogruppo ammonta infatti a 24,9 milioni di euro e questo significa che ai 68mila soci verrà distribuito un dividendo di 10 centesimi ad azione. Il 19 aprile il documento di consuntivo sarà portato all’approvazione dell’assemblea dei soci che si terrà a Bari. Nei numeri non sono stati forniti conti separati per la due banche abruzzesi, che dal 30 settembre scorso fanno parte della holding barese. A parte la comunicazione dell’avvenuta approvazione dei bilanci della gestione commissariale da parte della Banca d'Italia, ultimo atto degli anni dell’emergenza, l’unico dato noto riguarda le sofferenze, che per Tercas-Caripe rimangono ragguardevoli, nonostante che a fine 2014 uno stock di 350 milioni sia stato ceduto alla società americana Lone Star: in capo al gruppo abruzzese ne restano per 307 milioni, su un totale di gruppo di 620 milioni. A livello di gruppo il rapporto sofferenze/impieghi si attesta al 6%, ma il patrimonio della Popolare di Bari risulta comunque rafforzato a seguito dell'aumento di capitale concluso a dicembre, per complessivi 500 milioni di euro. A livello consolidato, proprio in considerazione dell’ ingresso di Tercas e Caripe, il gruppo pugliese è presente sul territorio nazionale con 386 filiali e 3.264 dipendenti. Gli impieghi raggiungono i 9,6 miliardi di euro e la raccolta complessiva da clientela circa 15,8 miliardi di euro. I fondi propri ammontano a 1,3 miliardi di euro e segnano coefficienti superiori alla soglia regolamentare. A livello reddituale, i risultati raggiunti evidenziano un margine di interesse pari a circa 208 milioni ed un margine di intermediazione di oltre 412 milioni di euro. Le rettifiche sono state pari a 103 milioni di euro.

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