Antonio Iampieri ritira la sua candidatura a sindaco di Campli

Il presidente dell'associazione "Nuova Teramo": «Troppi interessi di campanile»
22 aprile 2014

TERAMO – Antonio Iampieri, presidente dell’associazione “Nuova Teramo- Condividere per crescere - ritira la sua candidatura a sindaco di Campli. “Dopo aver lavorato per proporre una leadership forte e condivisa alla guida della città di Campli – spiega egli stesso in una nota - ho deciso di fare un passo indietro, ritirando non solo la mia candidatura, ma anche la mia partecipazione alle prossime elezioni comunali. Alla base della mia scelta, condivisa dal mio gruppo, c’è la profonda amarezza nell’aver constatato, io che vengo dalla società civile e non dalla politica, come ancora una volta il bene comune e quello della collettività venga messo in secondo piano a favore degli interessi personalistici e di campanile”. Alla base della scelta di Iampieri c’è inoltre la volontà di non frammentare il voto a Campli e dunque il rischio dell’ingovernabilità della cittadina farnese. “La nostra è stata quindi una scelta sofferta, ma fatta per il bene del territorio e della gente. Ciò non vuol dire che smetteremo di operare per il bene di Campli, anzi, continueremo il nostro instancabile lavoro attraverso l’associazione che proseguirà la sua opera di pungolo, spinta e impegno a favore della collettività camplese attraverso incontri, convegni, dibattiti ed appuntamenti di vario genere che, come da tradizione, avranno come fine ultimo l’intera comunità e non il tornaconto di questa o quella forza o corrente. Ringrazio le tante persone e i cittadini per il sostegno dimostrato: voglio rassicurarli che quanto di buono raccolto e messo in cantiere nel nostro progetto non andrà disperso, ma rappresenterà il bagaglio da cui ripartire per un prossimo futuro che, da qui agli anni che ci attendono, ci porterà sicuramente a confrontarci di nuovo con la politica attiva. L’auspicio è che a quel punto i tempi saranno finalmente maturi e Campli si sarà liberata una volta per tutte dalla morsa di chi considera ancora la politica come il proprio “orticello” da gestire personalmente, alla faccia della collettività”.

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