Azione Politica, Zelli: «Noi nel centrodestra unito. Di Dalmazio? Strade separate»

Il coordinatore regionale spiega il ritorno alla casa comune. Presentato il terzo candidato dopo Di Stefano e Lattanzi: è Luciana Di Marco di Silvi.
28 novembre 2018

TERAMO - C'è una quota rosa che si aggiunge alle candidature regionali già ufficializzate da Azione Politica, ovvero quelle dell'ex assessore comunale Rudy Di Stefano e di Tony Lattanzi. E' Luciana Di Marco, avvocato 42enne di Silvi, funzionario presso la direzione generale della Asl di Teramo, già assessore comunale della giunta Vallescura nella cittadina costiera. Come ha sottolineato nella sua presentazione Gianluca Zelli, leader e coordinatore regionale di Azione Politica, Luciana Di Marco è impegnata nel sociale e nel volontariato, già presidente della Sezione Avis di Silvi.  

«Credo che le lotte per il territorio e la nostra gente – ha spiegato Luciana Di Marco – vadano combattute in prima persona. Sono sempre stata al servizio della mia città e ho sempre creduto che gli impegni civico e politico, con cuore e dedizione, siano i presupposti per creare condizioni di equità e benessere. Questo è il senso che intendo dare alla mia candidatura». Parole di incoraggiamento sono state spese da Gianluca Zelli: «Persone come Luciana rafforzano il nostro rapporto con il territorio. Lei si è sempre spesa per i suoi concittadini maturando esperienza amministrativa e di gestione. Il suo contributo sarà determinante in Consiglio regionale».
Quanto al discorso delle elezioni regionali, Zelli ha detto di attendere come gli altri alleati del centrodestra la decisione del tavolo nazionale: «Il centrodestra andrà unito alle elezioni - è convinto Zelli -, e per quel che ci riguarda accetteremo la designazione che arriverà da Roma sulla base di una serie di contatti che stiamo avendo quotidianamente. E'' chiaro che non accetteremo qualsiasi candidato, ritieniamo che sia necessario puntare su un nome conosciuto agli abruzzesi e convincente. D'altronde, sono requisiti fondamentali per contrastare le candidature del vice presidente Giovanni Legnini, uno dei politici più autorevoli d'Abruzzo, e di Sara Marcozzi, una candidata che come si dice, 'mattona' da sei anni il territorio regionale, dunque due nomi molto noti agli abruzzesi».
Sul rapporto col centrodestra dopo l'esperienza da 'separati' alle amministrative di Teramo, Zelli ha sottolineato che «a livello regionale c'è un dialogo che a Teramo ci è stato negato. Il centrodestra teramano ha rotto i ponti con noi quando abbiamo chiesto un netto cambiamento nella composizione delle liste dei candidati, con l'attribuzione delle responsabilità di chi aveva fatto cadere la giunta e una presa di coscienza di quello che c'era stato: a quel punto il centrodestra ci ha tagliato fuori. Tra l'altro, con tutto il tispetto per la figura di Morra, ancora nessuno spiega chi a Teramo ha voluto perdere le elezioni».
Che differenza c'è con il centrodestra di oggi, con cui vi schierate? «Che i presupposti sulla formazione delle liste sono quelli che volevamo noi a Teramo e che c'è un confronto quotidiano».
Quindi dopo l'esperienza alle amministrative con Mauro Di Dalmazio le vostre strade potrebbero dividersi: «Le nostre strade sono già divise. L'esperienza alle amministrative c'è stata più per una posizione comune che per idee comuni. Oggi, con Mauro ci sono strade completamente separate anche perchè da quello che si dice, lui sta formando o sarà in una lista civica che appoggerà il presidente Legnini».
Il nome di Zelli è nella rosa di 11 portato al tavolo della Meloni: da 1 a 10 quante possibilità di sono che Zelli sia il candidato alla presidenza della Regione? «Zero - ha risposto il coordinatore di Azione Politica. La mia candidatura è stata soltanto una provocazione di Biondi».
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