Bando delle periferie, i Cinquestelle teramani attaccano il Pd e chiedono al sindaco di non farsi contagiare

Rocchetti e Ciammariconi sottolineano il contrasto tra le critiche Dem e la posizione di D'Alberto quando era all'opposizione
09 settembre 2018

TERAMO - I Cinquestelle in consiglio comunale battono un colpo e puntano il Partito democratico coinvolgendo anche il sindaco D'Alberto sulla vicenda dei bandi delle periferie che Teramo come tante altre città ha perso perchè il Governo ha deciso di 'deviare' i fondi previsti. Secondo l'ex candidato sindaco Cristiano Rocchetti e la consigliera Pina Ciammariconi i Dem («i cui senatori hanno votato quell'atto normativo», dicono i Pentastellati), devono concentrarsi «maggiormente sul problema dell'ordinaria amministrazione e manutenzione della Città prima di difendere progetti inutili e pretestuosi approvati dall’ex Sindaco Brucchi (e criticati aspramente dall’attuale Sindaco D’Alberto) forse al solo scopo di poter tagliare qualche nastro». La teoria M5S sarebbe questa: se nel caso di Teramo, se i progetti dell'amministrazione comunale Brucchi avevano accumulato appena 25 punti tanto da finire in fondo alla graduatoria del bando, «Teramo ha rischiato, per l’ennesima volta, la realizzazione di ulteriori opere inutili e dannose per il territorio come lo è stato per l’ipogeo o per la nuova pavimentazione di Corso San Giorgio». Adesso però Rocchetti e Ciammariconi aggiungono qualcosa in più: il sindaco D'Alberto quando era all'opposizione con loro, aveva aspramente criticato quei progetti dl bando e sottolineato la bassa classifica ottenuta. «Ci auguriamo - dicono - che la schizofrenia del Pd non contagi in qualche modo anche il nostro stimato sindaco, che sappia, invece, resistere in questo caso, come in altri in futuro, alle pressioni di un partito in stato confusionale. Si abbandonino polemiche inutili e strumentali riguardo un atto normativo che sblocca investimenti per oltre 1 miliardo di euro per i Comuni virtuosi e che si voglia finalmente cominciare a concepire una città organica con progetti degni di questo nome e condivisi con la cittadinanza e non decisi nelle segrete stanze».

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