Brucchi 'chiude' con Chiodi dopo le critiche: «Se si candida a sindaco mi dimetto domattina. Ma deve rinunciare al Parlamento...» INTERVISTA

Il botta e risposta tra il primo cittadino e il Governatore emerito sancisce un ulteriore strappo di quello che fu il "modello Teramo"
06 novembre 2017

TERAMO - «Sono disposto a dimettermi anche domattina, se il governatore emerito Gianni Chiodi si candiderà a sindaco di questa città, perchè lo ritengo una persona capace, lo ha dimostrato, è una persona autorevole. Magari però dovrà rinunciare a una candidatura al Parlamento». Alla vigilia del voto in bilancio e all'indomani del 'dimissionamento' del sindaco di Teramo da parte del suo alleato più forte (numericamente almeno) in consiglio, Gatti, la polemica si sposta tra Brucchi e addirittura il Governatore emerito Chiodi, il 'padre' di quel cosiddetto 'modello Teramo' di cui lo stesso Brucchi è figlio. Anche Chiodi sulla stampa si è espresso in un invito al sindaco a dimettersi. E Brucchi stamattina ha risposto per le rime, sfidandolo a tornare in campo alla guida della città. «Visto che anche lui segnala un momento di grave difficoltà per questo territorio - ha detto Brucchi - la sua candidatura potrebbe essere un segnale forte. A quel punto mi dimetterei subito». Le parole di Chiodi non sono state gradite dal sindaco, che ha sottolineato il quasi giurassico disinteresse per l'ex sindaco e Governatore per le questioni cittadine: «E' la seconda volta in quattro anni che lo sento parlare di temi e problemi della città - ha detto il sindaco - e sempre in maniera critica nei confronti di questa amministrazione cittadina. E non credo che per un presidente emerito non sia la cosa migliore da fare...»

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