Chiodi lancia la sfida a D'Alfonso: «Vende fumo con la storia del ministro perchè deve giustificare la grande fuga» FOTO VIDEO

Il Governatore emerito con la squadra di Noi con l'Italia alla sala polifunzionale. Sottanelli: «Votarmi per rappresentare Teramo e L'Aquila, che rischiano di non avere referenti»
11 febbraio 2018

TERAMO - «Conoscete tutti i miei difetti e qualche pregio, credo di essere apprezzato a Teramo e all'Aquila per quello che ho fatto da sindaco e da presidente della Regione: adesso la palla tocca a voi, voi potete fare sì che questo territorio non resti senza rappresentanti al Parlamento». Con poca voce ma con una ritrovata grinta (e voglia) di buttarsi nella battaglia elettorale, il Governatore emerito Gianni Chiodi ha aperto la campagna in provincia di Teramo nella convention di Noi con l'Italia, alla sala polifunzionale. Lo ha fatto con il solito stile, ma senza fare giri di parole rispetto al suo avversario più blasonato, quel governatore D'Alfonso sul quale intende prendersi la rivincita sulle recenti regionali, definendolo «un venditore di fumo perchè deve giustificare la sua grande fuga dalla Regione - ha detto Chiodi -. Ieri nel suo comizio ho sentito dire che farà il ministro: è fuffa, è assolutamente una fanfaronata, non sa come giustificare questa sua fuga. Io ebbi la stessa possibilità nel 2013, ero il candidato naturale al Senato, no io restai a fare il presidente della Region Abruzzo. Lui invece fugge e io so perchè: lui sta fuggendo da quel castello di fumisterie e di fumosità che oggi io conosco ma voi no, ma che presto conoscerete anche voi. La Regione Abruzzo sta retrocedendo su tutti gli standard e lui la grande fuga la giustifica dicendo che andrà a fare il ministro ma il ministro non lo farà e perderà la Regione perchè la recupererà il centrodestra». Tre i grandi bluff del governo D'Alfonso, che finora prende meriti di altri, come «l'uscita dal commissariamento della sanità, il bike to coast di cui ha inaugurato soltanto due tratti finora, e gli impianti di risalita di Roccaraso». A far da spalla il fido Mauro Di Dalmazio, che l'ex assessore Rudy Di Stefano - in sala a rappresentare l'ala di Direzione Italia di Fitto della quarta gamba - ha invitato a candidarsi a sindaco di Teramo: è stato lui a sottolineare l'importanza del nuovo progetto, salutando anche Paolo Gatti tra i circa 500 presenti nell'affollata sala cittadina.
I candidati. In sala c'erano anche i candidati della lista Noi con l'Italia, quelli alla Camera del collegio proporzionale Teramo-L'Aquila: Simona Mei, aquilana, laureata in Lettere e Filosofia con indirizzo Comunicazione e collaboratrice artigiana commerciante, Adelio Di Natale, maestro di sci e operatore turistico di Roccaraso e Beta Costantini, avvocato di Silvi, già candidata alle ultime regionali; o quelli al Senato nel collegio Abruzzo Franca Camplone, manager di Pescara, Giuseppe Marcuccitti, dipendente della Asl di Chieti e dirigente sportivo di riferimento nazionale nel calcio a 5 e Desirée Del Giovine, medico di Colonnella, ex presidente della commissione pari opportunità della Provincia Di Teramo e tra le fondatrici del movimento nazionale femminile di Direzione Italia di Raffaele Fitto Alla presenza di Gaetano Quagliariello, senatore uscente e candidato del centrodestra al Senato nel collegio uninominale Teramo-L'Aquila, sono intervenuti anche Lucrezia Rasicci, candidata del centrodestra alla Camera nel collegio uninominale di Teramo e Giulio Sottanelli, deputato uscente e candidato capolista al Senato nel collegio Abruzzo.
Sottanelli, «ecco perchè votarmi». «Due sono i motivi per i quali vi chiedo di votarmi - ha detto Giulio Sottanelli -: innanzitutto perché sono l’unico candidato eleggibile al Senato che sia rappresentanza ed espressione della provincia di Teramo e di quella dell’Aquila, visto che tutti gli altri senatori col seggio quasi sicuro sono di Pescara, di Vasto o addirittura non abruzzesi. Vi chiedo poi il sostegno a Noi con l’Italia-Udc perché siamo la forza che consentirà alla coalizione di governare e saremo noi il cuore moderato, liberale e cattolico, che sarà anche argine nei confronti delle posizioni più estreme e populiste».
Chi c'era. In platea anche tanti rappresentanti di movimenti e partiti politici, sindaci e amministratori del territorio, tra questi Paolo Gatti, vice presidente del Consiglio regionale, Daniele Palumbi, sindaco di Torricella, Diego Di Bonaventura, sindaco di Notaresco, Massimo Vagnoni Pinuccia Camaioni, sindaco e vice di Martinsicuro, Berardo Di Simplicio, coordinatore provinciale dell’Udc, Rudy Di Stefano, coordinatore provinciale di Direzione Italia, i rappresentanti di Abruzzo Civico Gianluca Pomante, coordinatore regionale, Carlo Simone, coordinatore provinciale e Siriano Cordoni, coordinatore cittadino, gli ex consiglieri e assessori del Comune di Teramo Guido Campana, Giorgio Di Giovangiacomo e Angelo Puglia, gli ex assessori e consiglieri provinciali Renato Rasicci, Elicio Romandini, Ezio Vannucci e Graziano Ciapanna, Alduino Tommolini, assessore di Martinsicuro, Alessandro Casmirri e Umberto Tassoni, consiglieri di Martinsicuro, Sirio Talvacchia, consigliere di Sant’Egidio, Valerio Odoardi, consigliere di Castellalto, Gabriele Di Felice, vice sindaco di Controguerra, Mario Di Domenicantonio, consigliere di Canzano.

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  • Cosimo Artieri
    Scritto il 13 febbraio 2018 alle ore 09:34:00
    Mancavano Topo Gigio Superlippo e Furia il cavallo del West impegnati in altri incontri.
  • cittadino nauseato
    Scritto il 12 febbraio 2018 alle ore 14:44:00
    D'Alfonso scappa e Chiodi rimane. Sparite tutti dalla circolazione.Speriamo che i teramani sappiano votare nel modo giusto e che il 4 marzo sia una disfatta clamorosa per questi lestofanti.
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