Core del Forum Giovani: «Fuori dalle elezioni le beghe interne del Pd: ripartire dai problemi della gente»

L'individuazione del candidato anima la discussione nel centrosinistra: «Il voto occasione per la discontinuità»
21 marzo 2018

TERAMO - Ci sono le persone giuste e le competenze per presentare il centrosinistra con una proposta nuova e vincente, a cominciare da Gianguido D'Alberto, partendo dalla discontinuità e dai problemi della gente, evitando di trascinare tutti nelle beghe interne. Lo pensa e lo scrive il presidente del Forum dei Giovani, Andrea Core, che guarda alle prossime elezioni comunali come irripetibile occasione per lasciarsi «alle spalle più di un decennio di mala politica, di logiche clientelari e spartitorie, di amministrazioni utili ai potentati locali ma dannose per i cittadini». Non è però solo, aggiunge Core, «occasione per archiviare definitivamente il “modello Teramo”»: il centrosinistra «non rappresenta più un valore aprioristico, così come l'andare divisi non è il male assoluto» e, dunque, ha bisogno di altro che di un'operazione che «miri solo all'unità partendo dalle persone e non dai contenuti» o di chi si candida «da civico, quasi senza un programma, e pronto ad 'imbarcare' chiunque senza un'idea chiara». Riferimenti chiari, anche dopo la premessa di apprezzare la dispobilità e l'umiltà con cui Renzo Di Sabatino si è messo a disposizione.
«Il PD - aggiunge il presidente del Forum e membro dell'esecutivo nazionale dell'Udu - si concentri sui temi e sulle problematiche della città e dei cittadini, evitando di trascinarci tutti in inutili beghe interne, utili a conte e riposizionamenti futuri dopo il fallimento elettorale tanto del centro sinistra quanto della sinistra “radicale».

«Si tratta di ricostruire anche a Teramo un programma che parta da alcuni punti chiari - chiosa Core -: discontinuità con le non politiche e le personalità delle ultime giunte Brucchi; ricostruzione e messa in sicurezza degli edifici; lavoro e rilancio dell’economia cittadina, duramente provata dalla crisi e dalle recenti disgrazie; “rivitalizzazione” del centro storico; recupero delle periferie e delle frazioni, lasciate all’abbandono; recupero e valorizzazione del patrimonio artistico della città; riqualificazione del “verde urbano”; università come centro nevralgico per il rilancio di Teramo».

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