Crisi Comune: respinta la richiesta delle opposizioni, il Consiglio si farà il 6 giugno

D'Alberto (Pd): «Ancora uno schiaffo alla città da un sindaco sempre più debole». Berardini (M5S) attacca Puglia e Micheli
12 maggio 2017

TERAMO - Con o senza sindaco, il prodotto non cambia: la richiesta delle opposizioni di convocare un consiglio comunale è stata respinta. Passa invece, la prposta del sindco di tenere la prossima assise civica il 6 giugno, ovvero tra tre settimane. E' ovvio che il sindaco Maurizio Brucchi vuole arrivare al prossimo consiglio 'blindato' da un nuovo accordo di maggioranza dopo il ritiro delle sue dimissioni e ha bisogno di altro tempo. E' successo di nuovo questa mattina, nel corso della riunione dei capigruppo consiliari.
Quanto accaduto questa mattina nella conferenza dei capigruppo non è piaciuto ovviamente alle opposizioni, bocciate ancora una volta nel tentativo di far emergere pubblicamente le difficoltà della maggioranza. «Si tratta dell'ennesimo schiaffo al consiglio comunale e alla città - tuona Gianguido D'Alberto, capogruppo del Pd - oltre che la sconfessione di quanto deciso dai gruppi nelle ultime due riunioni. Inaccettabile e gravissimo atto di forza del sindaco, che dopo i 20 giorni delle dimissioni di fatto sta chiedendo altro tempo perchè non è riuscito a risolvere la crisi politica e a recuperare la maggioranza ormai alla deriva e sempre più debole».
Protesta anche Fabio Berardini del Movimento 5 Stelle. Ritiene che quanto accaduto nella conferenza dei capigruppo «denota una vergognosa mancanza di rispetto - dice - non solo per tutti i consiglieri comunali e assessori (questi ultimi rimangono appesi ad un filo mentre nelle segrete stanze si decide del loro futuro) ma, soprattutto, per l'intera Città che continua ad assistere a questo teatro finalizzato solo allo scambio di poltrone e stipendi». Berardini sottolinea anche l'astensione al voto sulla proposta dell'opposizione di Angelo Puglia e Raimondo Micheli, che «continuano a voler tenere un piede in due scarpe. Probabilmente, essi - conclude Berardini -, sono in attesa di qualche poltrona».

 

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  • Fabrizio Primoli
    Scritto il 12 maggio 2017 alle ore 13:53:00
    Sfiduciatelo. E chiedete la convocazione di un consiglio comunale obbligatorio con la firma di un quinto dei consiglieri (comma 2 dell'articolo 39 del TUEL).
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