D'Alfonso protocolla le dimissioni: «Abbiamo fatto tanto in 50 mesi». Legnini il candidato?

Il Governatore ha tracciato il bilancio della sua consiliatura. E al suo posto alla guida della coalizione vede un "Eta Beta autorevole e che non abbia nemici"
09 agosto 2018

PESCARA - Il presidente Luciano D'Alfonso lascia la guida della Regione Abruzzo. Oggi protocollerà le sue dimissioni. Lo ha annunciato nel corso della conferenza stampa, che si è tenuta questa mattina a Pescara, dove il presidente D'Alfonso ha ripercorso i suoi 50 mesi trascorsi alla presidenza della Giunta regionale. 

"Ora mi occuperò a tempo pieno della attività di parlamentare e continuerò a guardare sempre all'Abruzzo - ha sottolineato -. La data delle nuove elezioni regionali sarà decisa concordemente dal vice presidente della giunta, dal presidente del consiglio regionale e dal presidente della Corte di Appello; io credo che gli abruzzesi torneranno al voto tra  dicembre e gennaio prossimi". La Giunta, su proposta del Presidente Luciano D'Alfonso, ha deliberato infine anche il 'passaggio di consegne' al vice presidente Giovani Lolli. L'ormai ex governatore ha illustrato i risultati raggiunti: dall'istituzione delle Zes (zone economiche speciali) ai 377 interventi del Masterplan spalmati sul territorio (1,5 miliardi di euro), passando per la riforma delle società partecipate (la costituzione della società unica dei trasporti) alla manutenzione della viabilità provinciale (56 milioni di euro destinati alle quattro amministrazioni provinciali), la lotta al dissesto idrogeologico, il rilancio dei porti regionali, Ombrina Mare, il nuovo piano integrato dei rifiuti e le reti TnT che hanno connesso l'Abruzzo ai nuovi percorsi europei.

"Abbiamo fatto tanto per il rilancio del territorio regionale - ha esordito il presidente Luciano D'Alfonso -. Abbiamo ottenuto la norma 'salva-Abruzzo' con la quale abbiamo rinegoziato e allungato il debito pregresso e programmato gli interventi per il rilancio del distretto dell'automotive, sono interventi richiesti da Sergio Marchionne, come il potenziamento elettrico dell'area, la banda larga e ultra-larga per il sito industriale e l'appalto dei lavori della Fondovalle Sangro, attesi da oltre 40 anni. Insomma non ci siamo tirati indietro di fronte alle istanze del territorio". D'Alfonso ha parlato anche di progetti che non sono stati realizzati: "Sono
dispiaciuto - ha osservato - per non essere riuscito a realizzare la sede unica a Pescara della regione, a ridurre le liste d'attesa nella sanità e, non per ultimo, per non aver approvato una legge che aiutasse le giovani coppie nelle procedure di adozione di un figlio".
Legnini candidato Governatore? ''Tengo a precisare che Legnini è una risorsa della Repubblica per incarichi rilevantissimi. Io conosco la stima che riscuote Legnini a livello nazionale, per incarichi rilevantissimi viene sempre preso in considerazione'': così l'ormai ex presidente della Giunta Regionale Abruzzo Luciano D'Alfonso ha risposto a chi gli chiedeva se la norma statutaria che posticipa i tempi delle incompatibilità dalle cariche per le candidature alle prossime regionali approvata nei giorni scorsi dal Consiglio, e che aumenta questi tempi da 7 giorni a 2 mesi, e che secondo le opposizioni è stata approvata per permettere all'attuale vicepresidente del Csm Giovanni Legnini di candidarsi col centrosinistra, sia la conferma che il centrosinistra abbia già il suo candidato. L'incarico istituzionale di Legnini scade infatti il prossimo 24 settembre. D'Alfonso ha così precisato il suo pensiero sulla figura che dovrà sostituirlo nella coalizione di centrosinistra. ''Penso ad un Eta Beta che abbia capacità di fare coalizione, autorevole, che non abbia nemici, un Eta Beta che abbia la capacità di una cultura di governo, che conosca il valore, la densità e la delicatezza della decisione pubblica, una persona con una storia riconoscibile, che abbia il linguaggio della politica, linguaggio dell'amministrazione e il linguaggio delle istituzioni'', ha spiegato oggi D'Alfonso nella conferenza stampa per sintetizzare della sua esperienza di governo. ''Come dice lo statuto del partito principale di una coalizione possibile di centro-sinistra'', il nome del candidato verrà scelto con le primarie ''oppure lo si sceglie attraverso il conferimento di saggi di una comunità politica che prescindendo dalle primarie per oggettività di merito affida questo ruolo al migliore che ci può essere in Abruzzo, ma non solo dal punto di vista territoriale regionale. Io penso che non sarà difficile trovare una persona con queste caratteristiche'', ha concluso D'Alfonso.

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