D'Alfonso, via alla campagna: «In Abruzzo il potere incontrerà i bisogni»

Così il candidato alle primarie del Pd e poi: «Con mia prima legge L'Aquila fuori dall'invalidità»
14 febbraio 2014

PESCARA - Noi abbiamo un interesse: trovare tutto quello che vale in Abruzzo e rilevare tutto quello che non funziona, vogliamo coniugare potere e bisogni, fatti e desideri. Faremo in modo che nella regione delle persone, delle impresee e dei territori, finalmente si utilizzi il potere perchè i progetti di vita di persone, di imprese e di territori possano realizzarsi. Non avremo una idea minimalista della regione, sarà una regione gigantesca presente ovunque che assume impegni e li mantiene». Luciano D'Alfonso è partito oggi alla volta di un lungo tour che fino al 9 marzo, giorno delle primarie del centrosinistra regionale, toccherà diversi punti dell'Abruzzo. Viaggerà a bordo di un camion, chiamato "Regione" e che oggi ha presentato ufficialmente alla stampa. D'Alfonso, ha anche parlato del confronto, attraverso il sondaggio che la indicava come preferita dagli abruzzesi di centrosinistra, con la parlamentare democratica Stefania Pezzopane: «Io stimo molto Stefania Pezzopane come è noto. La ritengo una combattiva che sta facendo un ottimo lavoro nella rappresentanza parlamentere del Paese. Quanto al sondaggio, da quello che ho saputo, c'erano due punti di differenza tra me e lei a suo favore, rispetto al presidente uscente in scadenza: però lei negli ultimi sei anni è stata molto attiva, molto visibile... Diciamo che io mi sono occupato di diritto e di studio. Io la campagna elettorale la mobilito da oggi. Mi piacerebbe un sondaggio per esempio di qui a qualche giorno, però soprattutto tengo a cuore il voto dei cttadini il 26 di maggio. Quello che rendo certo è che sarà una regione che si renderà 'necessaria', che produrrà convenienza collettiva, che non trascurerà alcunchè, una regione 'ovunque'. E al Governatore uscente, D'Alfonso «auguro di potersi concentrare serenamente e affrontare le questioni colletive, prevalentemente, per le quali ha avuto 62-63 mesi di tempo fino adesso e mi auguro che possa ricevere la mia umana solidarietà, perchè francamente mi dispiace il contesto in cui si è trovato». Proprio su Rimborsopoli, D'Alfonso ha detto che «non mi sentirete mai dire qualcosa sulla qualità degli alberghi», dicendosi convinto che «alla classe dirigente possa capitare di essere sottoposta a rilettura» e sottolineando che «non ce l'ha ordinato il medico di fare gli amministratori». «Esprimo solidarietà nei confronti di chi sta vivendo un pezzo di dolore che io ho vissuto in maniera più drammatica e coinvolgente - ha aggiunto -. Il consiglio che rivolgo a tutti loro è quello di leggere le carte e dedicarsi allo studio». D'Alfonso ha poi affermato che «c'è una sola contestazione che faccio alla classe dirigente in scadenza: negli ultimi dodici mesi avrebbero potuto concludere senza allungare la legislatura. Che senso aveva prolungare quando si era persa la spinta propulsiva?», si è chiesto. D'Alfonso è poi entrato nel vivo del programma. «Il primo provvedimento che adotteremo sarà una legge regionale obiettivo, contenente dieci obiettivi. Il primo di questi sarà aiutare L'Aquila ad uscire dalla sua invalidità». «Io avrei voluto essere presidente della Giunta nel 2009, dopo il terremoto. Il 2009 e il 2010 - ha sottolineato - sarebbero stati anni formidabili, avremmo potuto chiedere all'Europa di tutto e ce lo avrebbero dato, ma non siamo stati in grado di concepire il valore del da farsi. Questo è successo non perché ci siano malefici in giro, io credo piuttosto che ci siano delle improvvisazioni». Soffermandosi su una «dotazione normativa completamente sbagliata» e citando l'esempio positivo di Marche e Umbria, D'Alfonso ha assicurato che «la Regione metterà la potenza del suo ruolo e rimedierà al tempo che è scaduto».

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