Dai Pd di Gianguido a Cavallari: «Fai un passo indietro, per il rinnovamento serve l'unità»

L'appello degli iscritti Dem a un ripensamento. Critiche al silenzio di Minosse e Ginoble: «I dirigenti hanno il dovere di orientare»
05 maggio 2018

TERAMO - Parte degli iscritti Pd, che stanno probabilmente per diventare ex, essendosi schierati con il candidato sindaco Gianguido D'Alberto, l'ennesimo appello a Giovanni Cavallari di fare un passo indietro, «anteponendo l'intertesse generale a quello personale». Arriva a pochi giorni dalla scadenza della presentazione delle liste, soprattutto alla luce delle ipotesi di ballottaggio all'orizzonte, dove anche soltanto un voto potrebbe diventare decisivo, per accedervi come per vincerlo. A firmarlo sono gli iscritti del Pd che fanno parte del comitato di sostegno a D'Alberto, i quali ritengono che «si può contribuire al bene della propria città non solo lottando per  vincere ma a volte anche rinunciando. Rinunciare non significa smettere di lottare ma farlo da un’altra posizione e magari con maggiori risultati». Non si rincorre cioè la parziale affermazione personale quanto l'interese generale, e in questa consultazione, tesa al rinnovamento, «per sradicare il sistema di potere che ha sgovernato ed impoverito Teramo negli ultimi 15 anni, c’è bisogno della massima unità di quanti si sentono alternativi a tale sistema».
«Noi del Pd che lo abbiamo conosciuto - scrivono i Dem sostenitori di D'Alberto -, abbiamo ragione di credere che Giovanni Cavallari, per storia e per orientamento politico, fa parte della Teramo che lotta per il rinnovamento. Chiediamo a lui e ai chi lo ha sostenuto nella votazione interna al partito di riflettere e di valutare l’eventualità di un passo indietro. Come noi la pensano la maggior parte dei dirigenti e militanti del Pd non solo teramano ma dell’intera provincia, che preoccupati per l’evoluzione della situazione politica, ci esortano continuamente a ricercare l’unità, a far prevalere la ragione e a non inseguire progetti difficilmente raggiungibili se non penalizzanti».
Ma la nota è utile anche per esprimere disorientamento in qualità di iscritti al Pd, quando si giudica «stonato» il silenzio del segretario provinciale del PD (Minosse, ndr) e dell’onorevole Ginoble «che hanno manifestato pubblicamente la loro simpatia per Cavallari. Non sappiamo se nel privato abbiano provato a chiedere a Cavallari il passo indietro. Se ciò fosse - concludono i sostenitori di D'Alberto -, sicuramente sarebbe insufficiente. Perché in questi momenti difficili, forte e chiaro deve essere il richiamo all’interesse comune dei dirigenti politici, che tra i loro compiti hanno anche quello di orientare i militanti, simpatizzanti ed elettori».

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