Di Pasquale (Pd): «C'è chi parla già di liste invece di scusarsi con i teramani»

La presidente dell'Izs interviene nel dibattito per denunciare: «Hanno sacrificato la città sull'altare del potere»
06 dicembre 2017

TERAMO - «Teramo è indietro di dieci anni sul cammino del buonsenso e del buon governo ma nei teramanic'è voglia di ricostruire, mettersi in gioco e partecipare. E lo dimostrano le battaglie su terremoto, scuole e ambiente con cui hanno dato la sveglia a un centrodestra diviso sul potere». A pronunciarsi sulla crisi comunale di Teramo è Manola Di Pasquale, oggi presidente dell'Istituto Zooprofilattico dell'Abruzzo e del Molise, ma ieri candidata sindaco del Pd opposta al defenestrato Maurizio Brucchi, che nel 2014 riuscì a portare fino al ballotaggio. La Di Pasquale, che dopo pochi mesi si dimise da consigliere comunale e coordinatrice dell'opposizione di centrosinistra, sono stati i cittadini «a squarciare un sudario di politica inconsistente, fatta solo di rivendicazioni e ragioni personali: su questo altare di potere - dice - hanno sacrificato buona parte del tessuto commerciale del centro storico (un’economia a pezzi come quella sul Corso San Giorgio), hanno totalmente ignorato quelle politiche per il lavoro che l’unica città con un Consorzio industriale aveva il dovere di mettere in campo come priorità; hanno lasciato sole tutte le fasce deboli della società con una totale assenza di politiche sociali; stiamo rischiando di perdere i finanziamenti assegnati per l’inerzia nella progettazione (dalla Cona al Teatro Romano l’elenco è lungo); hanno distrutto e affamato l’associazionismo culturale». Questo medioevo politico, secondo la Di Pasquale, pone Teramo in «una marginalità sempre più marcata rispetto agli altri capoluoghi abruzzesi». E il centrodestra spaccato sulla crisi, «in queste ore, sul cadavere della città, fa proclami di Futuro vantandosi di liste già pronte e di candidati ineguagliabili. Invece di scusarsi con la città e con i teramani. Hanno già perso: la città si è svegliata e quelle liste e quei candidati pronti, che escludono ogni percorso di democratica partecipazione, suscitano enorme inquietudine». Sta al centrosinistra, adesso, conclude Manola Di Pasquale, cogliere con senso di responsabilità una grande opportunità: «il dialogo con i cittadini, la rete delle forze alternative a questa amministrazione di centrodestra, un progetto forte, autorevole, riconoscibile e immediatamente spendibile per risollevare le sorti di una comunità che sta tenendo duro nonostante tutto».

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