Emergenza Coronavirus, 'la curva dei contagi abruzzese sta seguendo le previsioni'

Ogni contagiato ne ha infettati a sua volta due/due e mezzo: un dato che rispecchia la media internazionale
30 marzo 2020

L'AQUILA -  La curva di progressione del contagio si sta mantenendo su una previsione mediana, quella dei 1.500 Covid positivi: "Un numero elevato ma che il nostro sistema sanitario regionale è in grado di assorbire, pur sottolineando che la partita non si vince a livello ospedaliero ma territoriale e adottando comportamenti corretti, per spezzare la linea di trasmissione del virus".

 

 

RETE OSPEDALIERA. Lo ha spiegato Alberto Albani, indicato dalla Giunta regionale a capo della maxi emergenza alla redazione di "Sos Coronavirus". Albani ha aggiunto che tutta la rete di "emergenza ed urgenza si è trasformata per rispondere alle esigenze della pandemia, e gli ospedali si sono dotati di un piano che prevede la riconversione dei reparti di medicina e geriatria, dando ampio spazio ai Covid positivi. Gli altri pazienti vengono trasferiti, di volta in volta, nelle aree mediche degli ospedali più piccoli o nelle case di cura private. Tutto questo consente di aumentare i posti di terapia intensiva e sub intensiva". Inoltre, secondo Albani, la rete ospedaliera abruzzese ha "mostrato una grande capacità di integrazione consentendo a tutti di essere curati".

 

ATTREZZATURE EXTRA. Alle Asl sono stati consegnati trecento monitor e già oggi ulteriori 12 ventilatori sono stati distribuiti in base ai posti letto e ai pazienti, in attesa che un numero più adeguato possa essere sbloccato sul mercato. Va aumentando anche il numero dei tamponi per la individuazione dei Covid positivi, grazie alle attività combinate dell'ospedale di Pescara, Chieti e dell'Istituto Zooprofilattico di Teramo. Albani si sofferma anche a delineare la potenza del Coronavirus che in Abruzzo si attesta su una capacità di contagio di 2-2,5: ovvero un Covid positivo può infettare a sua volta due/due pazienti e mezzo. "Pur essendo elevato il rischio - ha aggiunto Albani – si tenga conto che il morbillo ha una capacità di contagio di uno a 18. Purtroppo il coronavirus presenta una capacità di peggioramento che può portare alla mortalità".  

 

ASSISTENZA DOMICILIARE. Una serie di interventi per supportare le misure di distanziamento sociale, favorendo i servizi a domicilio sia per i pazienti positivi al Covid 19 che si trovano in isolamento a casa, sia per tutti coloro che non possono uscire per le ordinanze di prevenzione sanitaria nazionali e regionali. Sono i punti su cui si sta concentrando l’attenzione dell’assessorato regionale alla salute, che sta mettendo in campo diverse iniziative in collaborazione con Asl, associazioni e organizzazioni di categoria.

 

L'ASSESSORE. “Gli ultimi dati dei contagi in Abruzzo – spiega l’assessore Nicoletta Verì – mostrano come, fortunatamente, finora il numero dei pazienti non ospedalizzati sia pari a circa il 60 per cento del totale dei positivi. Questo significa che non c’è un’ulteriore pressione sui ricoveri ospedalieri e che molti pazienti sono in condizioni non critiche, ma d’altra parte ci impone di potenziare i servizi sul territorio”.

In quest’ottica, nei piani assunzionali d’emergenza delle Asl, c’è la possibilità di implementare gli organici dei Dipartimenti di prevenzione aziendali, quelli cioè che si occupano della sorveglianza sanitaria sui positivi in isolamento domiciliare o su coloro che si trovano in quarantena perché hanno avuto contatti con pazienti positivi.

“Figure – continua l’assessore – centrali nella gestione dell’emergenza, che da settimane sono impegnate nella ricostruzione dei contatti di quanti sono risultati contagiati dal virus. Le Asl hanno già provveduto a rafforzare le strutture con il personale già in servizio che poteva essere riallocato, ma oggi possono ulteriormente prevedere nuovi ingressi”.

Proprio su questo fronte, le Asl stanno concludendo l’organizzazione delle Usca, le unità speciali di continuità assistenziale (alcune sono già operative), che, introdotte con ordinanza del presidente Marsilio, dovranno occuparsi della gestione domiciliare dei pazienti affetti da Covid-19 che non necessitano di ricovero ospedaliero, alleggerendo così i carichi di lavoro dei medici di medicina generale, fin dall’inizio in prima linea nell’affrontare l’epidemia.

Di pari passo, dopo i provvedimenti sulla demateralizzazione delle ricette mediche (sia ordinarie, che per la Dpc ospedale-territorio), sono stati attuati accordi a livello locale per la distribuzione dei farmaci a domicilio dei pazienti, grazie all’appoggio delle organizzazioni di categoria dei farmacisti e alla disponibilità dell’organizzazioni di volontariato.

“Questo dramma che stiamo vivendo – conclude l’assessore – ha però portato alla luce la grande voglia di fare che c’è nella nostra regione, in cui ognuno sta cercando di fare il possibile per ridurre i disagi legati alla necessità di limitare al minimo gli spostamenti e i contatti sociali. Un patrimonio di solidarietà che come assessore mi riempie di orgoglio e che sono certa continueremo ad alimentare anche quando tutto tornerà alla normalità”. 

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