Ex Oviesse, Rifondazione è con gli occupanti

Solidarietà e un invito al dialogo con loro «non con denunce, repressione o richieste di danni»
26 gennaio 2014

TERAMO - Gli occupanti dell'ex Oviesse, dopo la solidarietà dei rappresentanti teramani dell'Italia dei Valori incassano anche quelli del circolo di Teramo di Rifondazione Comunista. Che interviene per definire la loro richiesta di un ritorno di quei locali ad una destinazione culturale pubblica, «quanto mai opportuna e meritoria». Secondo Rifondazione Teramo ha bisogno «di puntare in maniera convinta e decisa sulla cultura come volano per lo sviluppo e la crescita del proprio tessuto economico e sociale, impoverito sia dalla crisi economica che dall’assenza, negli ultimi anni, di una reale programmazione culturale. Se non stessero scherzando con la trasparenza, infatti, suonerebbero risibili le parole del Sindaco e dell’assessore Agostinelli che oggi si ricordano di tirar fuori un progetto che destinerebbe gli spazi ex Oviesse al nuovo teatro dopo che, loro stessi, hanno indetto un bando per l’affitto ad attività commerciali per i medesimi locali». Rifondazione ricorda che si tratta della stessa amministrazione «che in passato si è fatta promotrice del progetto di abbattimento dello Stadio Comunale, nella cui area avrebbero dovuto vedere la luce il nuovo teatro, palazzi residenziali, strutture commerciali e parcheggi privati». L'occupazione torna a puntare i fari sulla mancanza di spazi di produzione culturale aperti nella città di Teramo e sulla necessaria riappropriazione dei beni pubblici da parte della collettività, sia per quanto concerne la cultura che i beni comuni complessivamente intesi sempre più minacciati dalla volontà, sovente bipartisan, di privatizzazioni». La nota di Rifondazione chiude con un invito al dialogo costruttivo con gli occupanti: «Dialogo che certo non può prevedere repressione, denunce e richieste di risarcimento danni».

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