Fase 2, la Provincia mette in campo i tavoli dei sindaci e degli esperti

L'ente propone di costituire dei gruppi di lavoro in tema bilanci, turismo, attività produttive
13 maggio 2020

TERAMO - Riunita dalla Provincia, questa mattina, l’Assemblea dei Sindaci, che ha votato all’unanimità un documento per far fronte insieme alla Fase 2 dell’emergenza Coronavirus. La riunione, rispettando il distanziamento sociale, si è svolta al Parco della Scienza grazie alla collaborazione del Comune di Teramo. In apertura di seduta il Presidente ha dedicato qualche minuto a ricordare la figura di Italo Di Dalmazio, scomparso due giorni fa; è stato amministratore provinciale e sindaco di Civitella del Tronto. Prima dell'Assemblea Di Bonaventura ha voluto essere presente ai funerali che si sono svolti questa mattina a Teramo nella chiesa del Sacro Cuore di Piazza Garibaldi.

 

Il documento proposto dalla Provincia e integrato dopo il confronto in aula con una serie di punti programmatici ritenuta prioritaria, propone un approccio di metodo rispetto alle tante e drammatiche conseguenze socio economiche del lockdown e della crisi sanitaria non ancora superata. 

 

GRUPPI DI LAVORO. La prima decisione, quella ritenuta strategica e che fa seguito alle numerose richieste delle parti sociali - incontrate dalla Provincia il 24 aprile scorso -  è di affrontarle insieme utilizzando l’Assemblea dei Sindaci come luogo decisionale; costituendo gruppi di lavoro, monitorando le misure di Governo e Regione, programmando e progettando insieme delle proposte per il territorio.

 

BILANCI. «Dobbiamo giocare una partita nostra fermo restando la nostra totale adesione a quando già elaborato dall’Anci e dall’Upi, in particolare sugli aspetti finanziari dei bilanci degli enti locali che a fronte delle minori entrate di tasse locali rischiano il collasso mentre i cittadini rischiano di rimanere senza servizi essenziali. Una partita costruttiva e propositiva, se serve anche rivendicativa;  farlo insieme avrà un peso specifico molto diverso rispetto alle singole e legittime azioni che ogni ente locale può fare -  commenta il presidente Diego Di Bonaventura - Senza sottovalutare il fatto che questa tragica vicenda ci pone di fronte a scelte nuove che dovranno essere coraggiose e innovative: il confronto ci aiuterà a fare scelte migliori guardando al futuro. Aspettiamo il nuovo Decreto ma è chiaro che abbiamo due obiettivi: nell’immediato non far chiudere le imprese che abbiamo e a medio termine produrre progetti specifici per accompagnare in maniera proattiva le inevitabili trasformazioni che ci saranno».

 

PROPOSTE. Il documento proposto al voto è stato integrato con una serie di proposte per i tavoli di lavoro: risorse straordinarie per gli enti locali per l’abbattimento delle tasse locali; potenziamento dell’offerta sanitaria;  protocollo unico sanitario; far partire la ricostruzione post sisma; la richiesta alla Regione di un percorso condiviso con i Comuni e la Provincia nella rimodulazione dei fondi Masterplan; difesa dei presidi economici con particolare riferimento alla crisi della Popolare di Bari;  zona rossa, impresa e lavoro; poteri commissariali ai Sindaco come già chiesto dall’Anci; ascolto su tutte le problematiche riguardanti le modalità di ripresa delle lezioni per il nuovo anno scolastico.

 

GLI ESPERTI LOCALI. Sarà costituita una cabina di regia, i Sindaci coordineranno singoli gruppi di lavoro. Come illustrato all’inizio dal consigliere provinciale Lanfranco Cardinale, delegato dal presidente a seguire le iniziative della Fase 2: «La Provincia intende affiancare i Sindaci con autorevoli esperti avvalendosi delle risorse istituzionali e professionali del territorio a partire dall’Università perché la nostra ambizione è quella di presentare progetti: serviranno finanziamenti per sostenere la ripresa e al di là delle misure di Regione e Governo vogliamo lavorare sulla prospettiva dopo aver individuato obiettivi precisi. Un nuovo Patto Territoriale, come quello che trent’anni fa fu promosso dalla Provincia, prima in Italia ad attuarlo».

 

 

TURISMO. Un focus particolare sarà dedicato alla filiera del turismo che in provincia di Teramo interessa i sette comuni della costa, i borghi, l’area montana e in sinergia con l’agricoltura rappresenta una risorsa peculiare e specifica trainando anche commercio e artigianato. “Questo è un settore dove il nostro territorio può rivendicare una vera specificità. I problemi nell’immediato sono tanti, con l’estate alle porte e l’impossibilità per tanti, dagli stabilimenti balneari agli alberghi ai ristoranti, di poter contare su un utile e garantire i posti di lavoro. Attenzione massima, quindi, ma anche uno sforzo progettuale per tornare ad attrarre turisti e visitatori. Soprattutto in questo caso un progetto che veda insieme tutti i Comuni per la prima volta costa, montagna borghi e città avrà un forte valore aggiunto” ha specificato Lanfranco Cardinale.

 

 

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