Fratelli d'Italia a D'Alberto: «Come fai a parlare di rinnovamento, tu che hai alle spalle D'Alfonso e le reliquie dell'era Sperandio?»

Il partito di Morra attacca il competitor tornando sui temi della convivenza con il Pd e Teramo 3.0 di Francia
20 giugno 2018

TERAMO - Piuttosto che giocare al "tutti conto Morra", spacciando un finto rinnovamento avendo tra i potenziali eletti personaggi come Verna, Melarangelo, Di Bonaventura e Lancione, ovvero 'reliquie' dell'era Sperandio, D'Alberto farebbe bene a cominciare a parlare di programmi per Teramo: arriva dalla coordinatrice provinciale di Fratelli d'Italia, Marilena Rossi, la stoccata contro il candidati di centrosinistra, alla vigilia del ballottaggio che domenica deciderà chi sarà il nuovo sindaco di Teramo.
«D'Alberto non è il nuovo e non può essere il rinnovamento - sccrive la Rossi -. E' stato il capogruppo del Partito Democratico in consiglio comunale nella scorsa consiliatura ed oggi è il candidato di riferimento dello stesso partito, il candidato di Luciano D'Alfonso, ma anche il candidato della lista di Christian Francia, di quelli del "mai col PDche, a differenza di quanto hanno professato per mesi o anni, oggi ne sono gli alleati più fedeli». La coordinatrice provinciale di Fdi, partito diappartenenza del candidato sindaco Morra, invita D'Alberto ad una riflessione: «Durante la campagna elettorale si è preoccupato solo di guardare dentro la coalizione di centrodestra non guardando, o fingendo di non vedere, i problemi enormi che ha nella sua stessa coalizione che sembra essere unita solo dal tutti contro Morra piuttosto che da un serio programma di governo per la Città di Teramo e per i teramani. Ci chiediamo come può D'Alberto parlare di rinnovamento quando proprio lui è la testa di legno del Pd, di D’Alfonso e per giocare in casa di Verna, Melarangelo, Di Bonaventura e Lancione: reliquie risalenti all'amministrazione Sperandio. I cittadini hanno veramente a cuore la Città - conclude Marilena Rossi - e, per questo motivo, al ballottaggio sceglieranno Giandonato Morra: l'uomo del fare, il Sindaco di tutti».

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