Fuoco incrociato su Di Dalmazio. Gatti: «Vagabondaggio politico». I Cinquestelle citano il destra-sinistra di Gaber

Attacco politico dopo l'endorsement di Legnini che ha annunciato per lui un ruolo nella nuova governance regionale in caso di vittoria
23 gennaio 2019

TERAMO - Se ne parlava dalla campagna elettorale delle comunali, del possibile ritorno nel centrosinistra di Mauro Di Dalmazio. Ma l’ufficialità della conferenza stampa con Giovanni Legnini ha comunque scatenato le reazioni sorprese, sia nel centrodestra che nel M5s, oggi avversari comuni in vista delle regionali.

#20YEARSCHALLENGE. Sui social i primi a commentare sono i politici di centrodestra, che sulle loro bacheche ironizzano pubblicando un “20 years challenge”, parodia del gioco che impazza su Fb con la pubblicazione di due foto a distanza di 10 anni l’una dall’altra per vedere cosa è cambiato nel frattempo. A Di Dalmazio viene dedicato un gioco con estensione di 20 anni, 1999 - 2019, con una foto della vittoria contro Chiodi del sindaco Sperandio, allora sostenuto dal giovane segretario del Ppi Di Dalmazio; e una foto dell’altro giorno della conferenza stampa con Legnini.

TRANSUMANZA. L’avversario di sempre, Paolo Gatti, pubblica invece la foto di un gregge con pastore, e senza fare il nome di Di Dalmazio, bolla il richiamo alla tradizione abruzzese e la transumanza di improvvisi e clamorosi cambi di coalizione come “vagabondaggio politico”.

MOVIMENTO 5 STELLE. Il gruppo consiliare M5s di Teramo con Pina Ciammariconi e Cristiano Rocchetti cita invece Giorgio Gaber e la sua canzone Destra-Sinistra, per bollare il comportamento dei consiglieri comunali candidati in Regione e anche la promessa di Di Dalmazio alle comunali, quando disse che non si sarebbe candidato alla Regione. Promessa in realtà mantenuta, visto che Legnini ha dichiarato che in caso di vittoria Di Dalmazio siederà direttamente in Giunta: «Riteniamo oltraggioso abbandonare il Consiglio comunale con le solite scuse: “Lo faccio per la città, continuerò a portare avanti le stesse battaglie, dalla Regione posso operare meglio”. Nessuno avrà il coraggio di dire che lo farà per i compensi, piuttosto ragguardevoli. L’onestà intellettuale abita, evidentemente, altrove». Poi l’affondo a Di Dalmazio: «Come lo spiegherà ai propri elettori? Come farà a rinnegare idee, pensieri, convinzioni che dettavano fino all’altro ieri il suo operato politico?... Ci auguriamo, proverà quantomeno un serio imbarazzo, fresco dell’endorsement di Legnini, il vicepresidente in pectore della Regione, Mauro Di Dalmazio, specializzato nei passaggi dall’uno all’altro schieramento così tante volte che pensiamo anche lui abbia perso la cognizione di quale sia il suo attuale schieramento di appartenenza. La coerenza? Un optional. La convenienza, uno stile di vita».
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