Gatti alla Corte dei Conti, Mariani critica la parzialità della designazione. E Lega e Forza Italia storcono il muso

Confermati i rumors che volevano l'ex assessore regionale alla magistratura contabile con uno stipendio di quasi un milione di euro in cinque anni. Annunciato anche un passaggio in forze a Fratelli d'Italia
06 dicembre 2019

TERAMO - La designazione, ampiamente annunciata dai rumors del dietro le quinte della politica teramana e puntualmente confermata, da parte della Regione di Paolo Gatti quale componente della Corte dei Conti regionale, ha scatenato la reazione di molte delle forze politiche presenti all'Emiciclo. La designazione, che risale al 26 novembre scorso, toccata a Gatti da una rosa di 24 candidati e che dovrà essere trasformata in nomina con decreto del Presidente della Repubblica, permetterebbe all'ex assessore regionale della giunta Chiodi e leader di Futuro In a Teramo, di guadagnare 194mila euro lordi all'anno per cinque anni.
E' il consigliere regionale di 'Abruzzo in Comune', Sandro Mariani, a svelare che l'argomento era stato affrontato nelle scorse settimane con lo stesso presidente del Consiglio regionale Sospiri, al quale era stato fatto notare, che "fermo restando il rispetto per la persona indicata, ritenevo che la stessa, tuttora impegnata politicamente nel territorio della sua provincia, non possieda i requisiti di terzietà necessari per ricoprire un ruolo del genere”. "Qualche giorno dopo - ha proseguito Mariani - ho inviato una nota a tutti i capigruppo, ribadendo che era necessario individuare la miglior figura per competenza, ma soprattutto per terzietà, requisiti fondamentali per un soggetto giudicante, data l’importanza che tale ruolo assume per il buon andamento amministrativo degli Enti Locali abruzzesi: questo perchè, con il corretto esercizio dei poteri assegnati, decisioni e valutazioni assunte dalla Sezione di Controllo della Corte dei Conti influenzano spesso, in maniera significativa, le scelte politico–amministrative degli amministratori locali". Mariani critica quella che giudica una 'sveltina' politica, con l'avallo del presidente Marco Marsilio, "che ha urgenza di fare incetta di posizioni per il suo partito, spianando la strada all'ormai passaggio a Fratelli d'Italia del presidente Lorenzo Sospiri e di una nutrita pattuglia di amministratori gattiani sul territorio. La sensibilità istituzionale, questa volta, è stata ridotta a straccio pur di placare la fama delle poltrone per allargare le fila del partito della Meloni, ovviamente il tutto in barba ad una Lega presa dalle diatribe consiliari e ad un partito".
Il consigliere Mariani chiude con una considerazione rivolta ai sindaci abruzzesi che "ogni giorno ricevono qualche nota o istruttoria sulle tante questioni che la Corte dei Conti esamina: provate ad immaginare, per un attimo, il momento in cui, tra qualche settimana, aprirete la prossima relazione della Corte e, in calce, troverete la firma dell’avvocato Paolo Gatti… proprio quel Paolo Gatti che qualche mese fa ha fatto campagna elettorale sul vostro territorio e fino a ieri sera intesseva accordi ad ogni livello istituzionale!".

Critica la Lega. “Prendiamo atto della sostanza del provvedimento - ha commentato il coordinatore regionale della Lega, Luigi D'Eramo - e, soprattutto, del fatto che, nonostante i ripetuti richiami della Lega a una maggiore concertazione delle decisioni, il 'metodo Marsilio' non sia affatto cambiato nel corso dei mesi, continuando a perseguire la via di scelte effettuate in maniera pressoché personalistica. Constatiamo con favore, invece, quella che è quasi un’anomalia: Paolo Gatti, stranamente, non è romano - ha concluso D’Eramo -".

Lo strappo di Forza Italia. Non è d'accordo nemmeno il senatore Nazario Pagano, coordinatore regionale di Forza Italia, che ritiene la nomina di Gatti "inopportuna, non funzionale all’organismo contabile e sostanzialmente inutile per un miglior funzionamento del Consiglio regionale. Il fatto poi che essa gravi per un milione di euro in un quinquennio aggiunge alla voluttuarietà della decisione politica un pesante esborso che grava sulle tasche degli abruzzesi tutti, prima ancora che su quelle della Regione Abruzzo".



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