Gianguido chiude la polemica con Giovanni: «Ma non è andata come dici tu»

Il candidato del centrosinistra torna sulla querelle, poi finalmente si ricorda che la campagna è contro Morra
19 giugno 2018

TERAMO - La polemica tra D'Alberto e Cavallari sembra essre più importante del ballottaggio che opporrà domenica prossima il primo, candidato del centrosinistra, a Giandonato Morra, della coalizione. Dev'essere così se D'Alberto ritiene di replicare alla lettera aperta inviatagli dal leader di Bella Teramo, per limitarsi a ribadire che la sua unica proposta «era stata quella di sederci ad un tavolo, confrontarci su temi e progetti, e partire da un accordo programmatico per avviare, alla luce del sole, un progetto politico comune...», ma che la risposta di Cavallari sarebbe stata «che si sarebbe seduto solo a fronte di un apparentamento (che al primo turno tutti i candidati sindaco avevano escluso), e quindi di una mera cessione di poltrone, tenendosi libero in ogni caso di valutare allettanti proposte politiche che gli erano state avanzate dal centrodestra». 
«
Noi vogliamo essere diversi - scrive DAlberto - e abbiamo ben chiaro quali sono i nostri avversari. Questa città, in questi anni, è stata logorata dai conflitti interni alle varie forze politiche e coalizioni e merita di meglio. Merita che si parli di temi, che vengano date soluzioni concrete ai problemi quotidiani dei cittadini, dalle barriere architettoniche ai servizi alla persona, che se ne rilanci la vocazione culturale e commerciale, che se ne valorizzino gli istituti di ricerca a partire dall’Università. Pertanto, per quanto mi riguarda, ogni polemica con Cavallari e il suo progetto, verso il quale abbiamo sempre teso la mano, svolgendo una campagna elettorale assolutamente rispettosa fin dal primo giorno, si chiude definitivamente qui»
D'Alberto torna a pensare al ballottaggio e ricorda di essere «sempre aperti ed inclusivi verso proposte improntate ad una vera discontinuità nel merito e nel metodo. Adesso c’è una sfida più importante che deve impegnarci tutti, ed è quella per la rinascita di Teramo. I nostri interlocutori restano i cittadini ed è a loro che torniamo a chiedere un sostegno per il futuro di questa città».

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