Giulianova, Tribuiani ritira il ricorso al Tar e spiega: "Non voglio danneggiare la città con un commissariamento"

Il candidato sindaco del centrodestra sconfitto, all'esito della prima decisione dei giudici amministrativi, chiarisce i motivi del clamoroso passo indietro
24 ottobre 2019

GIULIANOVA - Il consigliere comiunale e canddiato sindaco del centrodestra sconfitto per soli 59 voti alle recenti eleizoni amministrative giuliese, Pietro Tribuiani, ritira il ricorso al Tar, che aveva lo scopo di riconteggiare le schede elettorali per ribaltare il risultato delle consultazioni. La decisione arriva dopo la pronuncia dei giudici ammnistrativi di ordinare il riconteggio dei verbali di 10 sezioni del primo turno e di 4 del ballottaggio delle 23 totali. Nella confusione di voci e commenti, è lo stesso Tribuiani a spiegare il perchè di questa sua per certi versi clamorosa, decisione, con un suo intervento.

"Con la presente, dopo un’attenta riflessione personale ho deciso di ritirare il ricorso al Tar dell’Aquila in merito alle elezioni amministrative della primavera scorsa che ha visto soccombere il sottoscritto candidato a Sindaco, e la mia coalizione di centro destra, per soli 59 voti pari ad uno scarto dello 0,1% nei confronti dell’attuale Sindaco Jwan Costantini a capo di ben 6 liste civiche con 96 candidati.

La mia decisione è stata presa sulla base di una valutazione molto attenta rivolta al bene comune della mia Città, personalmente ho sempre interpretato la politica come un mettersi al servizio dei cittadini, lo stesso spirito di servizio che metterò sedendo sui banchi del Consiglio Comunale per tutta la durata dell’attuale amministrazione.

Qualcuno, sia di destra che di sinistra, rimasto escluso dall’esito della competizione elettorale ha provato a strumentalizzare a proprio tornaconto il mio ricorso, dettato esclusivamente dalla volontà di procedere con il riconteggio dei voti relativi al ballottaggio, il tutto in sintonia e di comune accordo con tutte le liste della mia maggioranza.

Ora per una serie di meccanismi e tecnicismi giuridici, dove faccio fatica anche io a comprenderle appieno, il Tar dell’Aquila con la sentenza emessa in cui accoglie in parte il mio ricorso, ordina di verificare solo i verbali di 4 sezioni del ballottaggio sui 23 totali e 10 sezioni del primo turno, il tutto per presunte irregolarità, quindi di fatto mi si esclude la possibilità di ricontare le schede e quindi di ribaltare il risultato elettorale, che ribadisco era il solo motivo che mi ha motivato a proporre ricorso, quindi decade l’interesse a procedere, tra l’altro molto oneroso con spese a mio carico, con l’unico risultato ottenibile possibile, nel caso venissero riscontrate le presunte irregolarità, dell’annullamento delle elezioni stesse con il ritorno al voto.

Ora uno scenario del genere, cioè un commissariamento della Città che potrebbe durare anche più di un anno in caso di ricorso al Consiglio di Stato del Sindaco, arrecherebbe non pochi danni alla Città che invece si aspetta risposte da chi li governa, e senso di responsabilità da chi sta all’opposizione, ed è quest’ultimo aspetto che ho sposato, ho lasciato da parte i rancori e le strumentalizzazioni, ho deciso per il bene della stragrande maggioranza dei cittadini giuliesi di mettere la parola fine a tutto, senza nessun accordo politico come è stato ribadito anche dal coordinatore regionale del mio partito con cui mi sono consultato, restando nel banco di opposizione.

Nel ringraziare l’Avv. Antony Aliano per il servizio a me reso a titolo puramente gratuito, auguro un buon lavoro a tutti gli attivisti del partito che mi onoro di rappresentare in consiglio comunale e mi faccio portavoce di tutti i militanti delle altre forze politiche di coalizione che oggi non siedono in consiglio comunale, ma a cui non ho mai fatto mancare la mia disponibilità ad essere anche un loro rappresentante e portare avanti eventuali iniziative condivise.

La politica deve unire e non dividere, deve essere propositiva e costruttiva e non distruttiva, e se certe persone la pensano diversamente non me ne faccio un problema, non pretendo di mettere tutti d’accordo e alla prossima occasione elettorale dimostreranno il loro valore sostenendo le proprie tesi chiedendo il consenso ai cittadini, perché sono loro alla fine che decidono e a cui bisogna dar conto e portare rispetto".

Pietro Tribuiani

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