Giunta Brucchi: lascia anche l'assessore Lucantoni (dopo Di Giovangiacomo e Chiarini)

Ufficialmente per impegni professionali non conciliabili con e deleghe, ma potrebbe essere una mossa per liberare il posto a Caterina Provvisiero. Nella pattuglia di Gatti, assieme a Di Stefano e Romanelli, aveva portato in totale 1.887 preferenze
16 marzo 2017

TERAMO - Il rimpasto da più parti annunciato in seno all'esecutivo di Maurizio Brucchi, prende sempre più forma ma per passare a nove componenti, come da più parti si vocifera, adesso Brucchi dovrà nominare tre nuovi assessori. Perchè oggi pomeriggio, come parziale fulmine a ciel sereno, sono arrivate le dimissioni di Francesca Lucantoni, assessore alla Pubblica Istruzione. Ufficialmente è la stessa consigliera eletta con Futuro In a spiegare con la difficoltà di conciliare gli  impegni professionali con le deleghe dell'esecutivo questa sua decisione. In realtà potrebbe essere stata una mossa che toglie la castagne da fuoco al leader della formazione civica di maggioranza relativa, Paolo Gatti, alle prese con la gestione di due ambiziosi candidati all'incarico di assessore: Caterina Provvisiero e Giovanbattista Quintiliani. Saranno loro i prossimi due dell'esecutivo, assieme a un rappresentante della lista di Dodo Di Sabatino? Forse. Intanto, anche se per favorire un passaggio di testimone interno a Futuro In, le dimissioni della Lucantoni lasciano un segno politico: si tratta del terzo assessore che lascia, in nemmeno tre anni di consiliatura. Il primo ad abbandonare la barca fu Giorgio Di Giovangiacomo, seguito da Marco Chiarini. Tra dimissioni e rimescolamenti, nell'esecutivo di Brucchi sono cambiati alla fine sei facce, aggiungendo a questi anche Piero Romanelli, Rudy Di Stefano e Marco Tancredi.
Piccolo dato di cronaca: Di Stefano, Romanelli e Lucantoni, 'valgono' una quota preferenze complessive di 1.887 preferenze, essendo tre di primi quattro eletti della pattuglia di Gatti.
Criticata più volte, ma rimasta sempre al suo posto, adesso dunque Francesca Lucantoni spiazza tutti e lascia: «Per responsabilità e non già per il venir meno dell'entusiasmo e del rispetto per le 465 persone che mi hanno votato prendo una decisione difficile ma molto riflettuta - scrive -». Rivendicando soddisfazioni  e risultati come il Festival della Follia, la mostra del pittore teramano Della Monica a Milano e Napoli, l’esposizione degli artisti teramani scelti da Sgarbi all’Expo 2015, ma anche qualche errore di ovvia inesperienza, «a volte enfatizzato da soggetti non del tutto disinteressati od imparziali», l’ormai ex assessore  annuncia «una riflessione per il futuro, sulla possibilità di tornare all'impegno politico-amministrativo: tornerà in campo, se  dice - le condizioni di vita e di lavoro mi offriranno il giusto e necessario spazio e, ovviamente, se i cittadini lo vorranno».

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