Guerra nel Pd, Bartolini si dissocia dal comunicato ma non dal fronte anti-Minosse

Il consigliere 'comunica' a sua volta di non aver firmato la nota del partito teramano: "Non si scende agli stessi livelli, si risponde con il lavoro"
16 marzo 2019

TERAMO - C'è nel gruppo consiliare del Pd che è d'accordo su tutto ma... non sul farlo sapere a tutti. E' Flavio Bartolini, consigliere comunale neo eletto nel coordinamento nazionale per la mozione Giachetti. La sua nota che esprime solidarietà al sindaco, condivide il ricorso contro l'elezione del Cda della Ruzzo Reti e la compattezza del gruppo su questa decisione, sottolinea però che il comunicato non andava emesso. Bartolini si dice estraneo alle lotta delle fazioni interne al Partito Democratico teramano e alla contrapposizione tra il segretario provinciale Gabriele Minosse e quasi tutto il Pd teramano. “A mio avviso, il sindaco D’Alberto, cui confermo la mia stima ed i miei sentimenti di amicizia, non ha bisogno che nessuno lo difenda in questa sua decisione leale e trasparente e non di 'parte', di ricorrere contro la nomina del Cda del Ruzzo per le motivazioni che ha spiegato benissimo in occasione dell’assemblea del 1 dicembre scorso che abbandonò in aperta polemica con il metodo usato...". Le motivazioni allora spiegate dal sindaco secondo Bartolini "niente hanno a che fare con la Politica e con i Politicanti, con le strumentalizzazioni e le risposte alle strumentalizzazioni che si leggono sui quotidiani. Il Sindaco D’Alberto  non ha bisogno che sia difeso da chi tenterebbe di “delegittimare l’amministrazione di centro-sinistra del Comune capoluogo” - che guida con intelligenza, coerenza e paziente saggezza - da attacchi che disonorano chi li fa e chi ad essi finisce per rispondere". Insomma Bartolini ritiene che non serva scendere di livello nella discussione e serva replicare con il lavoro, anche se finora, viste le esperienze della presidenza della Provincia, della Ruzzo Reti e del Bim questa strategia non ha pagato e il "porgere l'altra guancia" ha aumentato solo il numero degli gli 'schiaffi' ricevuti: "Come non comprendere che agli attacchi poco onorevoli non si risponde con Comunicati inopportuni e tra l’altro 'imprecisi' ma con la silenziosa, intelligente, coerente, paziente, saggia, operatività amministrativa?". Bartolini ribadisce che il comunicato non portava la sua firma, proprio perchè non era d'accordo con la sua stesura, e si chiede anche se a firmarlo sia stato anche il suo amico Alberto Melarangelo, presidente del consiglio comunale, perché, dice Bartolini "stento a credere che abbia voluto ridurre il Suo ruolo di Super Partes - interpretato fino ad oggi con superba, elegante ed apprezzata  autorevolezza - schierandosi con una Parte…".
Per dissipare il dubbio-speranza di Bartolini, arriva la risposta di Alberto Melarangelo che fa sapere di aver firmato il documento dei colleghi di partito, "soprattutto perchè credo che i partiti debbano riunirsi per fare politica e non per gestire nomine e potere. Sono 
super partes nell'esercizio della funzione di presidente del consiglio Comunale di Teramo certamente non nel mio partito".


 

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