I Cinquestelle al prefetto: «Stop alle passerelle elettorali Pd su ricostruzione»

Berardini, Corneli e Gennaro chiedono un tavolo istituzionale al Palazzo di Governo. Sotto accusa anche D'Alberto
27 settembre 2018

TERAMO - Le preoccupazioni espresse dai sindaci del cratere del sisma 2016-2017 riuniti nel Comuitato istituzionale ieri a Teramo, sulla nomina del nuovo Commissario per la ricsotruzione che dovrebbe sostituire Paola De Micheli in scadenza tra qualche giorno, ha provocato la reazione dei parlamentari teramani del Movimento 5 stelle. Fabio Berardini, Valentina Corneli e Antonio Zennaro (che tra l'altro saranno invitati alla prossima riunione del Comitato per fornire informazioni sullo stato dell'arte) hanno diramato una nota in cui accusano il Partito democratico e con esso il vicepresidente vicario della giunta regionale, Giovanni Lolli, di essere stati «silenti per anni mentre la ricostruzione post-sisma veniva gestita dai precedenti Governi sostenuti dal Pd», mentre oggi sfilano in passerelle politico-elettorali sul tema ricostruzione «o creando tavoli di lavoro strumentali al solo scopo di attaccare il nuovo Governo». Nel mirino dei Cinquestelle finisce anche il sindaco di Teramo, Gianguido D'Alberto, reo di aver sposato in tutto e per tutto la linea comunicativa del Pd regionale esprimendo, addirittura, “timori” sulla nomina del nuovo Commissario che andrebbe sostituire l’attuale Commissario l’onorevole De Micheli». I tre onorevoli pentastellati chiedono al prefetto di Teramo, Graziella Patrizi, di organizzare «un tavolo veramente istituzionale con tutti i soggetti interessati. Dal nostro punto di vista, infatti, utilizzare istituzioni in scadenza come il vicepresidente Lolli ed il presidente della Provincia, Renzo Di Sabatino, solo per fare la classica passerella pre-elettorale, è in linea con la politica regionale degli ultimi anni del “tanto fumo e niente arrosto”. Un tavolo in Prefettura potrebbe essere veramente operativo lasciando fuori le solite polemiche politiche fatte sulla pelle dei terremotati».

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