I beni della città affidati a cittadini e associazioni

La proposta lanciata dal consigliere Pomante e da Giovanni Rosci sarà discussa domani nel primo "Forum sulla cittadinanza"
18 settembre 2014

TERAMO – Affidare la gestione di beni della città a cittadini, associazioni e ai comitati di quartiere presenti a Teramo. La proposta è contenuta nella bozza di regolamento già presentata in Comune dal consigliere comunale Gianluca Pomante e dall’altro esponente “arancione” (e candidato alle ultime amministrative di maggio per la lista “Finalmente Pomante”) Giovanni Rosci. Il documento mira a favorire la partecipazione attiva e il coinvolgimento dei cittadini nella cura e nella manutenzione di beni materiali (ad esempio le aree verdi) e immateriali come le opere culturali. Esperienze di questo genere già esistono in altre realtà più grandi come Bologna e, nel recente decreto “Sblocca Italia” del governo Renzi, è prevista anche la possibilità di ridurre le tasse locali in favore dei cittadini che prendono in affidamento parti del patrimonio comune. Prima della consegna ufficiale al sindaco Brucchi, il regolamento sarà condiviso e discusso insieme ai rappresentanti di associazioni e comitati di quartiere nel primo “Forum della cittadinanza attiva” in programma domani alle 18 nella sede di Teramo Nostra promosso insieme all’associazione per la cultura democratica Demos che si sta occupando della promozione dell’iniziativa sul territorio teramano. Al forum sono stati invitati anche i consiglieri comunali. “Il regolamento nascerà dal basso con il coinvolgimento di tutte le forme associative - ha spiegato questa mattina in conferenza stampa Carlo Di Marco, presidente di Demos e docente di diritto pubblico all’università di Teramo. “L’obiettivo finale – ha aggiunto – è quello di far nascere un nuovo rapporto di collaborazione tra istituzioni e cittadini”. Insieme a Di Marco, anche il presidente della commissione dei soci fondatori dell’associazione, Raffaele Raiola che ha annunciato “la nascita di una vera e propria Consulta per riunire le associazioni e i 42 comitati di quartiere teramani in una forma nuova che faciliti questo percorso verso una maggiore partecipazione democratica alla vita della città”.

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