Italia Viva si chiama fuori restituendo una delega (della vice sindaca Marroni) che non ha più

Gli ex Teramo 3.0 in confusione criticano un D'Alberto "imbarazzato per l'azzeramento" e che "paga cambiali elettorali regionali" con gli ingressi di Di Dalmazio e Cavallari
01 febbraio 2020

TERAMO - E con un pizzico di confusione che, dopo giorni di silenzio nonostante al centro di una querelle che li vuole fuori dalla nuova maggioranza, Italia Viva prende posizione sul vicinissimo varo del nuovo esecutivo di Gianguido D'Alberto. Lo fa annunciando, attraverso il capogruppo Flavio Bartolini, la restituzione "della delega della nostra bravissima Vice Sindaco". Quale delega ha ancora Italia Viva, se il sindaco D'Alberto le ha ritirate lo scorso 22 gennaio, proprio per azzerare la giunta e procedere alla ricostituzione con allargamento a 9 assessori? Il simpatico 'qui pro quo', in realtà vorrebbe stare a significare che simbolicamente Italia Viva vorrebbe aiutare il sindaco a togliersi all'imbarazzo, permettendogli di gestire l'incarico di vice sindaco come meglio crede, senza il vincolo che esso è appartenuto alla Marroni e che forse la stessa parte politica ne vorrebbe la riassegnazione. Un problema che forse però D'Alberto non si pone, avendo in sostanza già deciso al 90% che gli ex Teramo 3.0 non faranno parte della nuova giunta. L'occasione è comunque buona per Italia Viva (i consiglieri Giovanni Luzii, Osvaldo Di Teodoro e Flavio Bartolini) per criticare il sindaco sia per "l'incomprensibile scelta di procedere con l'azzeramento senza motivazione apparente e che l'ha ineluttabilmente condotta in una condizione di oggettivo imbarazzo" ma anche per dirsi “sgomenti nell'apprendere che stia per varare un nuovo governo cittadino a tre teste, che siamo sicuri verrà ricordato come il primo esperimento dell'era repubblicana". Il riferimento è all'ingresso in giunta degli ex candidati sindaco e avversari politici Mauro Di Dalmazio e Giovanni Cavallari: "Senza alcuna motivazione apparente - scrive Italia Viva - se non quella, più verosimile, ahinoi, che si stessero pagando cambiali politiche regionali sulla testa dei cittadini teramani, ai soliti politici non teramani che intendono finalmente mettere le mani sulla nostra amata città". Per tranquillizzare il sindaco, il neonato gruppp politico tira fuori la chicca della restituzione della delega di vicesindaco, stando bene attenti a non denigrare l'operato del loro assessore uscente: "Evidentemente - si legge nella nota - non per ragioni di demerito nella sua azione di governo, che appare invece densa di apprezzabili spunti, peraltro sulla scorta di giudizio univocamente riscontrato in città, ma, al contrario, perché non intendiamo iscriverci al novero di coloro che, attratti dalla famelica necessità di ottenere uno strapuntino del potere, perdono inevitabilmente il contatto con il cittadino comune, con le sue difficoltà quotidiane, con le sue paure, con le sue passioni, con le sue speranze e con le sue emozioni".

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