Izs, D'Alessandro (Pd): «Su Mattioli rispettate le regole»

Il coordinatore della maggioranza regionale replica alle affermazioni dell'onorevole forzista Di Stefano
30 gennaio 2016

TERAMO - «L'onorevole Fabrizio Di Stefano può mettersi l'anima in pace: la nomina di Mauro Mattioli alla direzione dell'Istituto Zooprofilattico di Teramo è stata effettuata dalla Regione Abruzzo nel pieno rispetto delle regole, che prevedono di sentire il Ministero. Il sentito ministeriale è stato acquisito, poi è stata perfezionata la procedura». E' la replica di Camillo D'Alessandro, coordinatore della maggioranza in Consiglio regionale d'Abruzzo, alle polemiche sollevate dal deputato di Forza Italia in merito alla nomina di Mattioli quale direttore dell'istituto. «La procedura seguita - spiega D'Alessandro - rispetta le norme sulla trasparenza e la legge di riordino elaborata dal Governo, che prevede una partecipazione consultiva (e quindi non vincolante) del ministero della Salute. La logica della norma è chiara: poiché l'istituto è di supporto alle Regioni (Abruzzo e Molise) che lo coordinano, il Ministero ha una funzione attenuata nel merito". Per D'Alessandro «la volontà di alcuni politici abruzzesi di strumentalizzare questa vicenda è un atto becero perché degrada un ente del territorio solo per testimoniare la propria esistenza in vita. Ricordo che Mauro Mattioli è stato rettore dell'università di Teramo, oltre che medico veterinario e preside della facoltà di Veterinaria, dunque possiede a pieno titolo quella comprovata esperienza nell'ambito della sanità pubblica veterinaria richiesta dalla legge. A tal proposito giova sapere che l'idoneità curricolare è riservata solo ed esclusivamente alla speciale commissione appositamente insediata, la quale ha validato pienamente la consistenza curricolare di Mattioli. Altri saranno gli accertamenti che verranno richiesti e che si riveleranno utilissimi; inoltre vi sarà una ricostruzione cronometricamente puntuale, curata personalmente dal presidente della Giunta, Luciano D'Alfonso, delle volontà direttorial/ministeriali di commissariamento a prescindere. Qualora fosse confermata nei comportamenti, la cosa sarebbe molto grave e soprattutto verrebbe da chiedersene il motivo».

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