Legnini: Se vinco Di Dalmazio sarà nella mia squadra di governo regionale"

Conferenza stampa congiunta questa mattina a Pescara. L'ex assessore di Chiodi: E' progetto rivoluzionario nei modi e nel metodo"
21 gennaio 2019

PESCARA - "Ho chiesto a Mauro Di Dalmazio di voler essere componente della nuova squadra di governo al mio fianco. Voglio indirizzare la mia scelta verso un politico capace. Il ruolo e le funzioni e gli incarichi li stabiliremo dopo che sarò eletto, se gli abruzzesi mi vorranno presidente". Lo ha detto a Pescara il candidato presidente del centrosinistra alle elezioni regionali del 10 febbraio, Giovanni Legnini, presentando l'appoggio alla sua candidatura di Mauro Di Dalmazio, dal 2008 al 2014 assessore al Turismo della Giunta di centrodestra guidata da Gianni Chiodi, nel 2014 approdato in Consiglio regionale all'opposizione con 'Abruzzo Futuro', sempre nella coalizione di centrodestra. Recente la sua decisione di abbracciare la causa del progetto politico di Legnini. "La prima sorpresa positiva - ha aggiunto Legnini - riguarda il fatto di essere riusciti a definire un progetto politico nuovo e una coalizione ampia che vede anche al mio fianco persone provenienti dal centrodestra e dal civismo". E Di Dalmazio, che alle amministrative dello scorso 10 giugno non si è schierato con il centrodestra ma ha corso da solo come candidato sindaco, che dice? "Intanto ci sarà da vincere le elezioni, ma ringrazio Legnini - ha spiegato Di Dalmazio - per avermi coinvolto già da mesi alla stesura di questo progetto che vuole superare gli schemi del passato e creare un campo politico nuovo che risponda alle esigenze sempre più complesse che ci sono, e a cui non si può rispondere con semplificazioni demagogiche o con estremismi. Ringrazio anche Giovanni Legnini per volermi al suo fianco in un'eventuale compagine di governo regionale per realizzare un progetto a mio parere rivoluzionario nei metodi e nel merito. C'è un mondo che è cambiato e c'è la necessità di creare - ha concluso Di Dalmazio - uno schema civico che prendesse risorse nell'associazionismo, nel mondo delle imprese e del lavoro affinché si creasse un campo democratico che accomunasse più culture politiche, per far nascere da queste differenze sintesi e strumenti per governare i processi di trasformazione della società".

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