Lolli firma il decreto per il voto del 10 febbraio: ci costerà 8 milioni di euro

Andare alle urne nel 2019 significa riallineare l'Ente alla scadenza naturale di altre istituzioni
22 settembre 2018

L'AQUILA - Il presidente reggente della Regione Abruzzo, Giovanni Lolli, ha firmato il decreto con cui si ufficializza la indizione per il prossimo 10 febbraio la data delle elezioni regionali anticipate per le dimissioni di Luciano D'Alfonso, eletto senatore nelle file del Pd lo scorso 4 marzo. Si tratta dell'ultimo atto di un percorso, condito da polemiche politiche tra le opposizioni in Consiglio regionale del Movimento 5 Stelle e Centrodestra che chiedevano elezioni entro il prossimo mese di novembre, in particolare Forza Italia ha annunciato un ricorso al Tar. La fase è cominciata ad inizio del mese di settembre con le riunioni tra lo stesso Lolli, il presidente della Corte d'appello dell'Aquila, Fabrizia Francabandera, e il presidente del Consiglio regionale per decidere la data delle elezioni. Infatti, la norma prevede che sia il presidente della Regione, d'intesa con il vertice della Corte d'Appello e sentito il presidente del Consiglio, a stabilire la data. L'intesa è stata raggiunta il 17 settembre scorso, poi la Giunta ha preso atto e recepito il verbale, dopo la pubblicazione della delibera, c'è stata la firma del decreto che sarà pubblicato sul Bura nella prima data utile. "Ho firmato il documento che ufficializza la data - ha spiegato Lolli -. Abbiamo risolto in tempi contenuti una questione complessa in un clima di serenità e nel rispetto delle norme e degli interessi dei cittadini". Sono tre le direttrici sostanziali contenute nel verbale di intesa, con cui si è mosso Lolli: garantire "la più ampia partecipazione dei cittadini e la massima tutela dei diritti all'elettorato passivo ed attivo", svolgere la campagna elettorale "interamente dopo la data del 6 gennaio, che tradizionalmente conclude il periodo delle festività di fine anno", riallineare la prossima legislatura con la durata naturale di altri organi elettivi favorendo anche il contenimento della spesa pubblica. Soprattutto quest'ultima consentirà alla Regione alla prossima scadenza di votare insieme ad altri enti nella data stabilita allungando, probabilmente, per due mesi la consigliatura. Le elezioni del 10 febbraio prossimo costeranno alla Regione circa 8 milioni di euro.

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