Minosse, 300 voti in più sanciscono la secessione Dem da Pescara? Vince l'asse Mariani-Ginoble

Il segretario uscente confermato alla guida del Pd teramano contro quasi 1.700 preferenze. Ottiene 60 delegati, 9 su 16 nei circoli cittadini
22 ottobre 2017

TERAMO - Vince Gabriele Minosse, perdono i dalfonsiani. Il segretario provinciale uscente e sindaco di Cortino viene confermato nel suo mandato con un risultato netto, senza discussioni: 1.697 preferenze contro le 1.405 attribuite al candidato Elvezio Zunica, che fanno 55 per cento contro 45, e 60 delegati all'assemblea provinciale contro i 48 dello sfidante. Numeri chiari, che mettono fine a una lunga vigilia elettorale e che sanciscono la secessione dall'influenza pescarese, che il Governatore D'Alfonso tanto preferisce. E' la vittoria del duo Tommaso Ginoble-Sandro Mariani, dell'onorevole Pd e del capogruppo regionale, rispetto all'altra faccia dei Dem rappresentata dal trio Dino Pepe, Luciano Monticelli e Manola Di Pasquale. Un confronto che dopo le parole e le mozioni programmtiche della vigilia, oggi si misura con quello che viene fuori dalle urne nei circoli: Monticelli sbaraglia il campo a Pineto, Ginoble a Roseto, Pepe in Vibrata (tranne a Sant'Egidio dove si registra un secco 7 delegati a zero per Minosse), a Teramo detta legge Mariani. Nei 5 circoli cittadini la lotta è stata serrata ma anche qui a favore del segretario uscente: 9 delegati di Minosse contro i 7 di Zunica, con il 3-2 di Teramo Centro, 2-1 di Colleatterrato e i 'pareggi' di Villa Vomano (1-1), Teramo est (2-2) e San Nicolò (1-1). Il voto e il successo di Mariani e Ginoble, potrebbero portare a clamorose conseguenze. Nelle stanze della segreteria di corso de Michetti, già in serata cominciava a circolare il 'consiglio' all'assessore regionale Dino Pepe, fedelissimo dalfonsiano, a prendere importanti decisioni sul suo ruolo politico.

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