Morra, l'assessore regionale senza la carta di credito

E' l'unico componente dell'esecutivo regionale non coinvolto dall'inchiesta pescarese: «Non è un merito, non chiedo mai rimborsi»
25 gennaio 2014

TERAMO - 'Miracolato' o, per dirla con le parole del Governatore, Gianni Chiodi, più 'perbene' degli altri? L'interrogativo lo abbiamo girato direttamente a lui, all'assessore Giandonato Morra, nella giunta Chiodi con la delega ai trasporti: è l'unico indenne, dell'esecutivo reginale, a non aver ricevuto l'avviso di garanzia nell'ambito delle indagini della procura di Pescara sui rimborsi riscossi indebitamente. Come si sente, Morra? «Come sempre - dice nel suo stile scherzoso e pragmatico -, sempre appassionato dal mio lavoro e dalla politica». Il riferimento è però alle indagini. Lei non c'è: perchè è uscito 'illeso' oppure perchè è un amministratore 'normale': «Io mi ritengo un amministratore pubblico che cerca di fare il suo lavoro nel migliore modo possibile con tutti i propri limiti. Che non ci sono nell'elenco degli indagati lo dite voi, siete voi che mi fate queste domande. Io ritengo che non essere indagato per un reato sia normale, faccia parte della vita di un corretto amministratore. Niente di eccezionale, cioè, solo per voi è una notizia». Ma questo è successo perchè lei non ha la carta di credito riservata agli assessori regionali. «Non credo. Io dal 2009 hlo deciso di non prendere la carta di credito, perchè non ce n'era motivo - aggiunge Morra -. Io non ho mai chiesto un rimborso spesa. Non lo faccio perchè ho sempre fatto da me: quando vado a Roma, e accade almeno una volta alla settimana, per le riunioni della Commissione nazionale trasporti di cui faccio parte o per le varie trattative con Trenitalia (Morra è stato il primo assessore in Italia a disdire un contratto con l'azienda nazionale dei trasporti su rotaia, ndr), ho sempre pagato le spese, così come ho pagato di tasca mia se ho invitato a un pranzo di lavoro dei rappresentanti istituzionali. Questo quando riesco a ritagliare il tempo per mangiare, perchè quando vado fuori regione ci vado per lavorare. Ma non è un merito, è una cosa che sono abituato a fare da sempre». E allora che ne pensa dell'inchiesta che si è abbattuta con grande clamore mediatico sulla Regione? «Esprimendo la mia solidarietà al presidente Chiodi e agli altri indagati di ogni parte politica - ha detto l'assessore regionale ai trasporti, neo componente del movimento Fratelli d'Italia Alleanza Nazionale -, credo che appaia da se, icto oculi, che si tratti di una vicenda molto più circoscritta e non paragonabile a quelle di altre regioni italiane. Ritengo che forse, ma non conosco bene le carte giudiziarie, che i fatti andavano forse chiariti prima in sede amministrativa».

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