Paolo Gatti insiste: «Lascio, questo tipo di politica non fa per me» LA LETTERA

Affida a Facebook, all'indomani della caduta del centrodestra, la sua decisione: «Mi accompagna la soddisfazione delle tante cose che ho fatto per i teramani»
26 giugno 2018

TERAMO - La sconfitta elettorale pesa sulle sue spalle prima ancora che sull'intera coalizione di centrodestra. Non si ha timore di smentita affermando che questa tornata amministrativa è stata anche una sorta di referendum pro o contro di lui. Paolo Gatti alla vigilia del voto avrebbe confessato ad alcuni amici e sostenitori: «Se perdo queste elezioni vado via da Teramo». Ha perso, ma non andrà via dalla città, ci mancherebbe. Ma lascia la politica. Si è vero, spesso queste frasi vengono pronunciate a caldo, sono frutto dell'amarezza, della delusione di una sconfitta, ma forse stavolta c'è qualcosa di più nella dichiarazione di resa dell'avvocato figlio d'arte che negli ultii 15 anni ha dato una impronta decisiva alla politica del centrodestra e contribuito a fondare quel Modello Teramo decaduto negli ultimi 4 anni. Gatti - che lo ricordiamo è consigliere regionale di Forza Italia e vicepresidente del Consiglio regionale - questa mattina, ad oltre ventiquattr'ore dal risultato che incorona l'avversario Gianguido D'Alberto a sindaco della città, conferma dopo una più attenta riflessione, il suo addio alla politica. Ecco il post sul proprio profilo Facebook:

«Ho deciso: lascio la politica attiva.
Ho riflettuto a lungo in piena solitudine, per una volta non ho condiviso con nessuno, anche se alcuni lo avevano capito da tempo, ed hanno fatto di tutto per dissuadermi.
L'ho stabilito da alcuni mesi, ma lo dico e lo scrivo oggi, proprio nel giorno in cui Lino Silvino avrebbe compiuto 72 anni.
So che tanti amici ci rimarranno male (e questo mi dispiace davvero) e molti altri giubileranno (di questo poco m'importa, ma ho sorriso tante volte nelle ultime settimane leggendo ed ascoltando certe dichiarazioni): è una decisione ferma e serena, in nulla condizionata dalla recente tornata elettorale, anche se certamente avrei preferito un'uscita di scena vittoriosa.
Il mio sogno era di fare l'Assessore nella mia città, Teramo, ed ho avuto la fortuna di farlo a 29 anni, con grande soddisfazione ed ottimi risultati amministrativi.
Quello che è venuto dopo è stato tutto un di più, Assessore Regionale - e credo di averlo fatto con onore, tanto impegno e buoni risultati, se 10.875 cittadini hanno scelto poi di rieleggermi - ed infine Vice Presidente del Consiglio regionale in rappresentanza delle opposizioni.
Detengo il record di preferenze al Comune di Teramo e ho avuto il piacere di essere stato per ben due volte il più votato in Abruzzo, sempre con oltre diecimila preferenze, grazie ad un lavoro feroce e alla fiducia e alla stima di tanti amici.
Grazie ai provvedimenti da me proposti, migliaia di abruzzesi hanno trovato opportunità di lavoro, centinaia di imprese sono nate e tante altre sono sopravvissute alla crisi economica e sociale.
Provo grande soddisfazione nel riscontrare le tante cose che ho potuto realizzare, sia quando vedo lampioni accesi in zone periferiche di Teramo che prima erano al buio, così come quando incontro ragazzi che si iscrivono all'indirizzo sportivo dei Licei Scientifici di Atri e Teramo, da me fortemente voluti e messi in opera.
Tuttavia, la politica non è più l'ideale che avevo negli anni '90, è molto cambiata, così come è grandemente mutata la nostra società.
Non mi piace più, non mi piace lo scadimento culturale, l'arrivismo selvaggio, l'incompetenza dilagante, l'eccesso di scorrettezze personali prima ancora che politiche, e soprattutto l'ipocrisia che ha raggiunto livelli per me inaccettabili (soprattutto quando praticata da improbabili e smemorati moralizzatori), così come la violenza verbale alla quale siamo arrivati che mette a rischio la serena convivenza civile.
Non mi piace più neanche la comunicazione contemporanea, ormai spesso del tutto slegata dalla realtà, che tante volte racconta verità inesistenti o di comodo e disegna universi paralleli; narrazioni alle quali i meno avveduti e i più rancorosi tendono a credere acriticamente.
In buona sostanza, non mi piace più una politica che non ha nulla a che fare con la Politica in cui credevo io, quella delle cose da fare per la comunità.
Non mi ritrovo in un ring in cui vince chi chiacchiera di più o chi urla più forte, e dove gli atti concreti passano spesso in secondo piano, non mi ritrovo in un campo di battaglia popolato da tanti maldicenti che sanno solo svolgere attacchi personali del tutto infondati ma non hanno mai prodotto nulla per il proprio territorio ed i propri concittadini.
Ci sarò sempre per tutti gli amici che vorranno un suggerimento o un consiglio e ci sarò sempre per la mia comunità, ma con grande serenità dico basta a tutto questo e chiudo questa faticosa ma splendida avventura durata 19 anni.
Sento il dovere, infine, di ringraziare di cuore tutti quelli che hanno creduto in me in questi anni, e lo faccio con l'orgoglio di chi sa di aver impegnato tutto se stesso, per restituire con il lavoro e la disponibilità, e vorrei dire pure con tanti sacrifici, una così grande e reiterata fiducia.
Vi ringrazio di cuore, ma ora, a 43 anni compiuti, penso di non avere più stimoli e sento di aver dato tutto, con alcuni errori certamente, ma - consentitemelo - con moltissimi ottimi risultati.
Adesso, sento dentro di me il desiderio una vita diversa.
Un abbraccio affettuoso e riconoscente a tutti coloro che mi hanno accompagnato in questi anni di lavoro e successi!»

 

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