Più chilometraggio per la Staur, la Regione risponde picche al Comune di Teramo

Il sottosegretario D'Annuntiis replica all'assessore Verna: «Non c'è alcuna sproporzione tra i quattro capoluoghi»
19 maggio 2020

TERAMO - Teramo cenerentola d’Abruzzo per il chilometraggio concesso dalla Regione al trasporto pubblico locale? Falso, secondo il sottosegretario regionale con delega ai Trasporti Umberto D’Annuntiis, che all’ennesima riproposizione del problema per la città capoluogo da parte dell’assessore Maurizio Verna, risponde sostanzialmente picche (preventive) ad un’eventuale richiesta di maggiori contributi per Teramo rispetto a L’Aquila, Pescara e Chieti. 

Il trasporto pubblico locale, oltre che dal biglietto dei viaggiatori, viene infatti in parte finanziato con fondi pubblici della Regione.

 

Il sottosegretario oltre a rispondere picche a Verna, fa anche di più: prova a sfatare il mito del chilometraggio regionale, sollevato sia dall’attuale amministrazione D’Alberto in continuità con la precedente amministrazione Brucchi ogni qual volta venivano operati dei tagli o delle rimodulazioni alle linee.

 

«Mi corre l’obbligo di fare chiarezza riguardo i chilometri assegnati rispettivamente alle quattro città capoluogo -scrive nella replica a Verna il sottosegretario D’Annuntiis - Innanzitutto la ripartizione chilometrica risale ad una Delibera di Consiglio Regionale del 1998; da allora in poi, considerando anche la costante diminuzione di risorse nei trasferimenti statali, la proporzione stabilita tra i Comuni risulta di fatto inalterata».

 

«Non mi risulta che la precedente Giunta D’Alfonso abbia mai valutato e ritenuto di adottare provvedimenti correttivi, rappresentati ora dal Comune di Teramo. La Giunta Marsilio si è fatta carico di avviare la complessa attuazione della riforma del Trasporto Pubblico Locale in stallo da troppo tempo e che era stata completamente disattesa e accantonata, probabilmente per confort politico, dalla giunta D’Alfonso».

 

«Una diversa ripartizione dei chilometri assegnati e delle risorse riferite ai comuni capoluogo dovrà tener conto di molti indicatori, tra i quali anche quello della densità abitativa (indicatore di rilevante importanza in quanto strettamente legato all'utilizzo e al riempimento dei mezzi), mettendo da parte aspetti “campanilistici” che poco hanno di costruttivo».

 

«Dal 2011 i comuni capoluogo sono titolari della funzione inerente il trasporto urbano e quindi dell’affidamento dei servizi di trasporto locale della propria rete urbana, della stipula dei contratti di servizio, dell’erogazione dei corrispettivi, della vigilanza sul rispetto degli obblighi contrattuali e l’irrogazione delle sanzioni in caso di inadempimento e del controllo della sicurezza e della regolarità del servizio di trasporto su strada. Dunque, da molti anni, le risorse trasferite a ciascun comune sono completamente svincolate dalla logica dell’attribuzione chilometrica».

 

«Preciso, infine, che alla luce di quelle che sono le risorse disponibili e che vengono trasferite in diminuzione da parte dello Stato, questa Giunta Regionale sta concentrando i propri sforzi nel riformare il trasporto pubblico locale, puntando a garantire un’offerta di servizi calibrata sulle reali necessità di mobilità attraverso anche la razionalizzazione di tutti quegli sprechi che ad oggi rendono non completamente efficiente il nostro sistema di trasporto pubblico».

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