Pomante: «Nessuno mi ha invitato alla proclamazione»

Il neoconsigliere risponde alle critiche per l'assenza alla cerimonia in Comune
14 giugno 2014

TERAMO - «Se avessero avuto il buongusto di informarmi avrei delegato qualcuno a rappresentarmi». Il neoconsigliere Gianluca Pomante spegne sul nascere le polemiche per la mancata partecipazione alla proclamazione degli eletti in Comune due giorni fa e attacca chi, comunque, non lo ha invitato alla cerimonia davanti la commissione elettorale presieduta dal giudice Roberto Veneziano. Impegni di lavoro lo hanno tenuto lontano da Teramo e, in ogni caso, precisa il candidato sindaco della lista ‘Finalmente Pomante’: «nel cerimoniale della pubblica amministrazione non esiste la proclamazione degli eletti, trattandosi di un semplice atto amministrativo di conclusione del procedimento elettorale, peraltro solo parzialmente definitivo visto che deve ancora pronunciarsi il Consiglio stesso, fatti salvi eventuali ricorsi». Secondo Pomante poi, «anche se si vuole annoverare l’organizzazione dell’evento tra quelli di rango minore organizzati dal sindaco o ai quali il sindaco partecipa, la prassi istituzionale avrebbe richiesto un invito anche informale agli altri soggetti tramite email, o magari call-center, strumento molto in voga negli ultimi tempi (il riferimento è evidentemente al “caso” delle telefonate ricevute da tanti teramani prima del ballottaggio dalla segreteria di Brucchi ndr.)». «L’occasione – continua – sarebbe stata adeguata anche per riportare un clima di serenità, con la formulazione ufficiale delle scuse, da parte del sindaco Brucchi, per l'appellativo di ‘buffoni’ rivolto agli avversari e ai loro elettori, che, invece, si continua a voler minimizzare». Secca infine la replica alle parole del neoeletto dei Cinque Stelle, Fabio Berardini, che aveva stigmatizzato l’assenza di Pomante e dei consiglieri Pd («Se il buongiorno si vede dal mattino – queste le parole del portavoce grillino - è intuibile capire conche opposizione avremo a che fare in questi anni»): «Prendiamo atto del timore reverenziale che ha nei nostri confronti – taglia corto il consigliere – diversamentenon sentirebbe la necessità di scagliarsi ad ogni occasione contro il nostro gruppo, in una strana analogia con maldestri sostenitori del centrodestra».

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