Rocchetti: «Il 10 giugno creiamo uno tsunami e diamo a Teramo un sindaco del Movimento 5 Stelle» FOTO VIDEDO

Presentato tra simpatizzanti in delirio e tanti curiosi il candidato primo cittadino. Tante idee: un nuovo polo scolastico e stop alla delocalizzazione di commercio, scuole e infrastrutture. «Facciamo rifiorire la città con un nuovo decoro», e regala gerani alla platea
07 aprile 2018

TERAMO - Non si accontenta che il suo potenziale elettorato cavalchi l'onda della marea gialla che alle Politiche ha portato il Movimento 5 Stelle ad essere il primo partito in Italia. Cristiano Rocchetti, assicuratore 51enne, si augura che il 10 giugno "uno tsunami travolga questa parte politica, restituendo a Teramo degli amministratori che vogliono fare e che ci credono". Rocchetti, affiancato da due de tre neodeputati pentastellati usciti dalle urne delle politiche, Fabio Berardini e Antonio Zennaro, e dal consigliere regionale Riccardo Mercante, ha rotto il ghiaccio presentandosi a una platea di tanti aderenti al movimento e moltissimi curiosi, sollecitandoli a una riflessione ispirata dallo slogan "partecipa, scegli, cambia": «Potremmo aspettare che l'onda arrivi e restare alla finestra a guardare il nulla che scorre - ha detto -, magari eleggendo tre o quattro consiglieri comunali. Ma se vogliamo davvero il cambiamento, tutti insieme dovremo prendere consapevolezza che questo è il momento per creare uno tsunami che travolga questa città: il 10 giugno votate per il cambiamento, per Rocchetti sindaco di Teramo».
Il nastro di una mattinata di nuova campagna elettorale si riavvolge attorno agli applausi che questo volto nuovo della politica strappa quando parla di cambiamento e di progetti più o meno nuovi per questa comunità, toccando tasti sensibili come l'ecosostenibilità ma anche modifiche sostanziali a progetti già in itinere. A cominciare dall'arrestramento della stazione ferroviaria, che a Rocchetti e compagni non piace. E' la pietra miliare, secondo lui, di una deleteria delocalizzazione, dallo stadio, alle scuole, al commercio, che va fermata. Teramo va rilanciata, dice Rocchetti, anche attraverso le frazioni, conla realizzazione di piste ciclabili, tra cui quella che chiude l'anello dal parco fluviale - futura priorità cittadina - verso l'università. Il Paese di Bengodi di Rocchetti si realizza anche con una innovativa idea di polo scolastico, a piazzale San Francesco, su due piani, sotto riservato ai pullman, quello superiore alle aule e agli studenti, ma soprattutto attraverso il recupero della cultura del bello: decoro urbano, dunque, con l'installazione del 'verde verticale', a copertura di via Po e viale de Gasperi quale biglietto da visita della città, funzionale e accattivante, panchine di attesa davanti ai negozi, e fiori colorati. Come i gerani che Rocchetti ha regalato ai presenti, invitandoli a sistemarli sui propri balconi, per comninciare a colorare Teramo, in attesa di questo 10 giugno della rivoluzione.

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