Sbraccia e Falasca agitano i sonni del sindaco. D'Alberto: «Brucchi è un Re nudo»

Per il capogruppo del Pd, «il sisma è scusa per coprire il fallimento. Giunta non più adeguata al voto popolare»
30 marzo 2017

TERAMO - Il Brucchi quater torna extralarge e contrariamente alle intenzioni del sindaco di blindare la maggioranza nell’arena del consiglio comunale, torna a fargli rischiare la graticola dei numeri. L’annuncio formale e preconfezionato della nuova squadra dopo l’uscita in avanti dell’assessore in pectore Dodo Di Sabatino Martina, è vissuto ancora una volta come diktat non condiviso dai consiglieri Mimmo Sbraccia e Vincenzo Falasca, la cui posizione al voto nell’immediato futuro potrebbe agitare di nuovo i sonni del sindaco di Teramo. Perchè se una volta erano dissidi sui contenuti politici di un programma disatteso o per mancata riconoscenza elettorale, stavolta il contrasto interno verte sull’inopportunità di un ritorno ai 9 assessori.
Proprio l'aumento dei deelegatiin esecutivo è il cavallo di battaglia dell’opposizione pidiessina. L’ex antagonista elettorale, Manola Di Pasquale sottolinea l’incongruenza tra l’allarme dissesto comunale lanciato dal Brucchi impegnato sul fronte romano del decreto sisma e l’allargamento della giunta che incide e non poco sulle casse comunali. La dose è rincarata dal capogruppo del Pd, Gianguido D’Alberto, che definisce «le manovre di bassa politica cui stiamo assistendo, frutto di spostamenti e riposizionamenti di gruppi non derivanti dal voto popolare». Per D’Alberto, Brucchi è un Re nudo interessato ormai soltanto alla sua sopravvivenza, che «prende l’emergenza derivante dalle calamità che hanno colpito la nostra città quale scusa per nascondere il fallimento del centrodestra teramano salvato, come ha dichiarato con grave candore l’“autoassessore” Di Sabatino, dallo stesso terremoto.
«Ma quale credibilità può avere un sindaco - dice D'Alberto - che dopo aver invocato lo spettro del dissesto finanziario aumenta del 30 per cento la Giunta e i suoi costi gravando, in modo inaccettabile, di ulteriori 200mila euro il già disastroso bilancio comunale? Quale credibilità potrà spendere chi in maggioranza avallerà un’operazione che grida vendetta in una situazione in cui il bilancio 2016 si è chiuso con un negativo di anticipazione di cassa di oltre 11 milioni di euro?»

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