Verna 'boccia' Di Sabatino candidato sindaco e sponsorizza chi nel Pd non c'è più (D'Alberto e Cavallari)

Secondo l'ex consigliere comunale e provinciale il partito deve mettere in campo «gli uomini migliori, quelli che fino ad oggi andavano valorizzati e non lo sono stati»
02 gennaio 2018

TERAMO - Se l'ipotesi candidato sindaco del centrosinistra ruota attorno all'attuale presidente della Provincia, Renzo Di Sabatino, «non farò parte della campagna elettorale». Lo dice senza mezzi termini Maurizio Verna, ex consigliere comunale e provinciale, alla richiesta di un parere sui nomi dei possibili candidati alle elezioni di maggio per il comune di Teramo: «Gira voce di questa candidatura dell'attuale presidente - ha detto Verna -: intanto io personalmente ho dei dubbi che questo avvenga, perchè in questi anni in Provincia non ho visto un'azione interessata verso Teramo capoluogo, nelle azioni amministrative. Si è proceduto molto a tentoni sulle scuole e in diverse situazioni sulla viabilità. Se però fosse questa la soluzione, ho già detto a chi di dovere all'interno del Pd che non farei parte di questa campagna elettorale». E dell'affermazione di Verna sorprende non tanto l'allergia al presidente - che già aveva esternato quando lasciò la maggioranza provinciale in polemica con la vicepresidenza affidata ad Abruzzo Civico - quanto il giudizio, al contrario positivo e di apprezzamento, in favore di una candidatura di Gianguido D'Alberto o di Giovanni Cavallari, che dal suo Pd sono fuori, usciti in diversi momenti proprio per divergenze con le scelte Dem: «Persone valide - dice Maurizio Verna -, che hanno fatto una ottima esperienza in consiglio comunale, con me e gli altri consiglieri dl Pd, che hanno scelto di fare un percorso fuori dal Pd ma che spero ci ripensino perchè poi il partito democratico è ovviamente il fulcro di qualsiasi coalizione che voglia essere alternativa a questo centrodestra. C'è il tempo di ragionare con noi, spero che lo facciano». Proprio sugli uomini, oltre che sui programmi, Verna ha chiesto al suo partito «di mettere in campo gli uomini migliori che il Pd ha a Teramo capoluogo. Qui c'è un patrimonio politico di persone da dover coinvolgere, che avrebbero dovuto essere valorizzate in tutto questo tempo e così non è stato».

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