Verna stavolta lascia davvero il Pd: «Mi hanno accompagnato alla porta». Starà nel gruppo misto

Il consigliere comunale 'anziano' passa dalle parole ai fatti, dopo una serie di malpancismi: su Facebook annuncia l'uscita dai Dem
18 ottobre 2018

TERAMO - Alla fine ha ripetuto quello che nel giugno 2017 aveva fatto alla Provincia, uscendo dalla maggioranza del presidente Di Sabatino: stavolta Maurizo Verna ha lasciato il Partito democratico, quel partito con cui ha trascorso quasi 20 anni da amministratore, eletto per 5 consiliature consecutive. Starà nel gruppo misto, svolgendo quel ruolo che aveva assunto per la verità già dall'avvio di questa nuova esperienza amministrativa, da punzecchiatore della 'sua' maggioranza. D'Alberto perde un pezzo, ma c'era da aspettarselo. Terzo degli eletti del Pd nelle vittoriose elezioni di giugno, l'architetto già in passato assessore all'Urbanistica, si aspettava un posto al sole nell'amministrazione guidata da Gianguido. Ma nè un assessorato nè la presidenza del Consiglio sono stati suo appannaggio e da lì sono arrivati in serie i rifiuti per il ruolo di capogruppo Dem e presidenza di commissione. Il suo voto alle linee programmatiche di D'Alberto, nel consiglio comunale settembrino è arrivato in extremis dopo una lunga chiacchierata con il sindaco, cui però evidentemente non ha fatto seguito alcunchè diquello che forse Verna si aspettava. Ancora una volta. E oggi, un flash sui social in contemporanea con un messaggio su Whatsapp,per annunciare che il 'dado è tratto': «Ho appena mandato la comunicazione della mia uscita dal gruppo consiliare del Partito Democratico al Comune di Teramo», ha scritto. 

Più tardi, ha precisato i termini della vicenda, spiegando i motivi della sua decisione: «Un malessere che, come è noto, parte da lontano e acuito da una serie di scelte incomprensibili, come quelle dello scorso luglio. Dopo quasi venti anni di passione, militanza ed impegno - ha scritto Verna - non è certamente una decisione presa a cuor leggero ma maturata nell’amara presa d’atto che fino a quando ci saranno alcuni dirigenti, sempre perdenti in ogni competizione elettorale dove si sono misurati, il Partito Democratico di Teramo continuerà a registrare defezioni interne, oltre alla crescente disaffezione esterna degli elettori delusi da un partito che ha ormai rinunciato alla capacità di dare rappresentanza alle istanze dei cittadini, per avvitarsi in una logica sempre più asfittica e autoreferenziale. Sono riusciti perfino nel “capolavoro” politico di accompagnare alla porta chi, in termini assoluti, ha preso più voti nella storia del comune di Teramo da quando c’è la preferenza unica. Per questo, stanco dopo tanto impegno di stare a guardare dinamiche e logiche che sfuggono non penso solo al sottoscritto ma anche al buon senso e all’interesse comune, lascio. Nel rispetto del mandato affidatomi dagli elettori, prosegue naturalmente inalterato, e anzi ancora più determinato, il mio impegno in Consiglio Comunale. Ad maiora semper...

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