Verso l'accordo politico tra Morra e Cavallari: in ballo un assessorato e la poltrona di vicesindaco per Bella Teramo

A poco dalla scadenza per gli apparentamenti: la strategia del centrodestra punterebbe a 'blindare' una eventuale maggioranza a 23 consiglieri più il sindaco. Ma la lista tentenna
16 giugno 2018

TERAMO - Un ruolo da vicesindaco e un assessorato, molto probabilmente quello alla Ricostruzione, oltre al vantaggio politico di essere partito da 'sfidante' e ritrovarsi, nell'eventualità di una vittoria alle elezioni, nella maggioranza di governo della città: è questa la proposta attorno alla quale il candidato sindaco del centrodestra Giandonato Morra e il leader di Bella Teramo, Giovanni Cavallari, stanno riflettendo nelle ultime ore, a pochissime ormai dal termine degli apparentamenti _ che scade a mezzogiorno -.
Accordo politico senza apparentamento. Non ci sarà accordo certificato dall'apparentamento tra Morra e Cavallari. Politicamente non opportuno, è vero però che a Bella Teramo porterebbe l'ingresso in assise civica di due consiglieri (De Caroils e Ferri, al momento) oltre a Cavallari. Il centrodestra lo sa e al problema ha ovviato con una ipotesi allettante: la poltrona da vicesindaco e una delega importante farebbero sarebbero 'indennizzo' forse anche migliore del 3+1. Duplice infatti la convenienza per la nuova (eventuale) maggioranza: Bella Teramo manterrebbe il numero di consiglieri come se 'apparentata' e il centrodestra avrebbe numeri blindati: 22 consiglieri più il sindaco (con il premio di maggioranza), che potrebbero diventare 23 qualora uno Cavallari ottenesse l'assessorato.
Bella Teramo però tentenna. L'ipotesi è allettante, ma il corpo elettorale di Bella Teramo - 8,7% al primo turno con quasi 2.600 voti di lista, quarto partito in consiglio dopo M5S, Futuro In e Forza Italia e davanti al Pd per 31 preferenze - tentenna. Il gruppo si è incontrato due volte negli ultimi due giorni e ragiona, trovando le resistenze di chi, storicamente non è mai stato prima elettore del centrodestra. C'è però chi, parimenti, esluce qualsiasi possibilità, semmai ce ne fosse, di condivisione di programmi e cammino elettorale con la coalizione che ospita il Partito Democratico. nonostante la lista di Cavallari vedesse in corsa due importanti pedine dei vertici locali Dem, Verticelli e Sciamanna.
E Gianguido che fa? D'Alberto sta alla finestra e osserva l'evoluzione della situazione. Ancora ieri, incontrando Cavallari, ha ribadito che non pensa ad apparentamenti e che manterrà ben solido l'impianto di coalizione.

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