D'Amico: «Anche Bioscienze torna a Teramo»

Il rettore porta la stampa nella fattoria didattica di Chiareto e annuncia un nuovo taglio: tutto l'Ateneo in due sole sedi
06 maggio 2014

TERAMO - Se fino a qualche giorno fa, alla vigilia della visita del ministro Giannini, si era parlato di accelerazione nella dismissione di alcuni sedi della facoltà di veterinaria, adesso il Rettore dell'Ateneo di Teramo, Luciano DAmico, corre in discesa. E' di qualche ora fa, infatti, la decisione del Senato Accademico di riportare a Teramo, nel Campus di Coste Sant'Agostino, anche la Facoltà di Bioscienze ospitata a Mosciano, al punto che delle 9 sedi in essere un anno fa, a tutt'oggi ne sono aperte appena due. Non sta di certo a subire D'Amico, il sabotaggio che parte dall'interno, come lui lo ha definito, è insiste sulla strada da un lato dei tagli e del riparmio, dall'altro della riorganizzazione della struttura didattica e delle sedi. In attesa dell'apertura dell'Ospedale Clinico Veterinario di Piano d'Accio, nel Campus universitario collinare di Colleparco, i quattro stecconi vetro e cemento dell'Ateneo teramano ospiteranno sia il polo umanistico che quello scientifico, con annessi laboratori, mensa, aule e perfino un appezzamento di terra utile per le attività di Bioscienze. Per annunciarlo e dimostrare l'attività sul campo del fondo rustico dove si fa ricerca e didattica sui grandi come sui piccoli animali, D'Amico ha trasferito la stampa direttamente a Chiareto di Bellante e, dopo un ampio giro dimostrativo, tra cavalle gravide e stalloni pronti per la riproduzione e la raccolta del prezioso seme da congelare in azoto, ha sciorinato documenti e numeri. Ha citato i quasi dieci milioni di investimenti che l'Università ha riversato sul territorio, senza intaccare il fondo ordinario che riceve dallo Stato, e messo in fila i numeri della Fondazione, presentandone tutti i dipendenti, indicandone il leggero attivo del bilancio, e ribadendo di essere tranquillo e di avere vetro trasparente alle finestre dell'Università, anche di fronte all'inchiesta della magistratura teramana.  

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