Studioso teramano rivoluziona i criteri di valutazione del danno di un acido

Maurizio Manera rileva il danno epatico del 'Pfoa' anche a concentrazioni sotto la soglia di rilevabilità
30 maggio 2017

TERAMO - Maurizio Manera, ricercatore della Facoltà di Bioscienze dell’Università di Teramo è il coordinatore di un gruppo di ricerca con il quale ha realizzato uno studio appena pubblicato su Ecological Indicators, prestigiosa rivista scientifica. Il lavoro dimostra che l’acido perfluoroottanoico (PFOA) è in grado di indurre danno epatico a concentrazioni sotto la soglia di rilevabilità. L’acido è utilizzato nell’impermeabilizzazione di tessuti, nelle schiume estinguenti, nei rivestimenti di pentole antiaderenti. I risultati della sperimentazione suggeriscono di rivedere l’approccio al monitoraggio ambientale di questa sostanza.

I risultati di questa e di altre ricerche innovative nell’ambito della patologia ambientale e tossicologica, del biomonitoraggio ambientale e nell’analisi di immagine, condotte da Maurizio Manera saranno discusse nei corsi Biomarcatori nel monitoraggio ambientale e Analisi di immagine in istopatologia, entrambi del Corso di studi in Biotecnologie, in un’ottica di trasferimento dello stato dell’arte della ricerca nella quotidiana attività didattica universitaria.

 
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