Troppo Ferro fa male alla salute: lo dicono i biologi dell'UniTe

Un team di ricercatori teramani ha pubblicato un'importante scoperta scientifica sulle infiammazioni
08 maggio 2020

TERAMO – Il team di ricercatori di Biochimica e Biologia Molecolare dell’Università di Teramo, coordinato dal professor Enrico Dainese e in collaborazione con il Campus Bio-Medico di Roma, è riuscito a evidenziare un nuovo ruolo funzionale del ferro nella 5-lipossigenasi che comporta l’attivazione dei macrofagi umani e la sintesi di composti pro-infiammatori come l’interleuchina-6.

Questo enzima rappresenta, insieme alla cicloossigenasi, il principale bersaglio di molecole anti-infiammatorie impiegate a scopo terapeutico. Il lavoro, pubblicato dalla prestigiosa rivista Frontiers in Immunology, evidenzia due nuovi aspetti mai osservati prima nella funzione dell’enzima umano. Da un lato è stato scoperto che il ferro nel sito attivo è fondamentale per l’attivazione della 5-lipossigenasi attraverso il controllo della localizzazione dell’enzima nelle nostre cellule di difesa, i macrofagi.

Tale meccanismo di attivazione della 5-lipossigenasi umana potrebbe essere, oltre che di rilevanza fisiologica identificando un nuovo pathway nel processo infiammatorio, correlato a una condizione di eccesso di apporto di ferro nella dieta o dovuto a un non corretto uso di integratori. Il professor Dainese sottolinea che «dal punto di vista clinico, tali risultati suggeriscono una più attenta valutazione dei rischi relativi all’eccesso di ferro nella dieta e evidenziano come questo possa essere associato a un’attivazione non controllata dei macrofagi con sintesi di interleuchina-6 di rilevanza in patologie infiammatorie croniche, degenerative e tumorali».

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