Turismo sportivo, una leva per lo sviluppo urbano

Le possibilità offerte da un fenomeno in crescita esplorate nel corso di unatavola rotonda all'Università
28 marzo 2014

TERAMO - Il fenomeno sociale del turismo per ragioni sportive e le sue capacità di generare uno sviluppo duraturo nelle città che ospitano manifestazioni sportive mondiali, saranno al centro di una tavola rotonda che si terrà martedì 1 aprile, a partire dalle 11.30, nella sala delle lauree della facoltà di Scienze politiche. Parteciperanno i docenti dell’ateneo Andrea Ciccarelli (Statistica economica), Gabriele Gravina (Economia aziendale), Adolfo Noto (Storia delle dottrine politiche) e Nico Bortoletto (Sociologia). Coordinerà i lavori Everardo Minardi (Sociologia generale). Nel corso dell’incontro sarà presentato il volume di Stefano Martelli e Nicola Porro “Manuale di sociologia dello sport e dell’attività fisica”, alla presenza degli autori. «Lo svolgersi di un mega-evento sportivo in un territorio - ha spiegato Nico Bortoletto - può significare molte cose. La prima di queste è senz’altro la copertura mediatica, che assicura visibilità alla località per molti giorni in tutto il mondo. Una copertura mediatica totale, pur con tutti i rischi del caso, rappresenta il sogno di ogni amministrazione locale». «Il turismo sportivo, vissuto sia da spettatori sia da atleti - ha proseguito Bortoletto - è una delle nuove frontiere del turismo. Mentre il turismo sportivo degli spettatori è assai diversificato, e va da presenze brevi per una singola competizione, fino a permanenze medie e lunghe e a veri e propri viaggi organizzati, altro discorso è rappresentato dal turismo sportivo definibile come attivo, che rappresenta uno dei passaggi forse più significativi dello sviluppo di un nuovo sistema turistico. Meno ombrelloni e più biciclette (da corsa). Maneggiare adeguatamente questo nuovo modello di turismo, significa ridurre l’impatto del turismo sull’ambiente, ripensare in una chiave di sostenibilità sociale alcune infrastrutture dei luoghi, invitare le persone ad una vita più attiva, più salutare».

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